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lunedì 20 agosto 2018

“Frida Kahlo. Oltre il mito”, al Mudec di Milano la riscoperta dell’artista



(Donatella Nesti) Milano, 14 maggio 2018. Tempo di mostre e viaggi culturali in giro per il Bel Paese. Al Mudec di Milano da non perdere “Frida Kahlo. Oltre il mito” un progetto espositivo frutto di sei anni di studi e ricerche, che si propone di delineare una nuova chiave di lettura attorno alla figura dell’artista, evitando ricostruzioni forzate, interpretazioni sistematiche o letture biografiche troppo comode e con la registrazione di inediti e sorprendenti materiali d’archivio. Molti conoscono Frida per il bel film Frida del 2002 diretto da Julie Taymor, incentrato sulla sofferta vita privata di Frida Kahlo, interpretata da Salma Hayek. La pellicola era un adattamento cinematografico del libro Frida: A Biography of Frida Kahlo di Hayden Herrera ma questa mostra permette di conoscere il grande talento della pittrice messicana.
La mostra riunisce in un’unica sede espositiva per la prima volta in Italia e dopo quindici anni dall’ultima volta tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo e con la partecipazione di autorevoli musei internazionali che hanno prestato alcuni dei capolavori dell’artista messicana mai visti nel nostro Paese. La mostra, curata da Diego Sileo, intende andare oltre la visione semplicistica della relazione tra la vita e l’opera dell’artista messicana, dimostrando che per un’analisi seria e approfondita della sua poetica è necessario spingersi al di là degli angusti limiti di una biografia e andare oltre quel mito consolidato e alimentato dalle mode degli ultimi decenni. L’appuntamento milanese evidenzia come Frida Kahlo nasconda ancora molti segreti e racconta – attraverso fonti e documenti inediti svelati nel 2007 dall’archivio ritrovato di Casa Azul (dimora dell’artista a Città del Messico) e da altri importanti archivi qui presenti per la prima volta con materiali sorprendenti e rivoluzionari (archivio di Isolda Kahlo, archivio di Miguel N. Lira, archivio di Alejandro Gomez Arias) – nuove chiavi di lettura della sua produzione.
Dalle indagini realizzate in Messico in prima persona dal curatore sono emersi alcuni temi e tematiche principali – come l’espressione della sofferenza vitale, la ricerca cosciente dell’Io, l’affermazione della “messicanità”, la sua leggendaria forma di resilienza – che permettono ai visitatori di percepire la coerenza profonda che esiste, molto più in là delle sue apparenti contraddizioni, nell’opera di Frida Kahlo. Gli stessi temi si riflettono nel progetto d’allestimento della mostra, che si sviluppa – secondo un criterio analitico delle opere – attraverso quattro sezioni: DONNA, TERRA, POLITICA, DOLORE.
Nello stesso Museo è visitabile “Il sogno degli antenati” nato da un progetto di ricerca sulle collezioni permanenti di area mesoamericana del MUDEC-Museo delle Culture di Milano.
L’esposizione, a cura di Davide Domenici e Carolina Orsini, si snoda sulle due lunghe vetrine ricurve che si affacciano sulla nuvola centrale del museo in perfetto dialogo con la mostra-evento “FRIDA KAHLO. Oltre il mito”. Si tratta di un articolato racconto fatto di oggetti archeologici ed etnografici messicani della collezione permanente del MUDEC, foto storiche e immagini di opere di Frida Kahlo, che mostra come il mondo indigeno e il passato precolombiano abbiano costituito elementi fondanti della pratica artistica dell’artista messicana. Sculture azteche, figurine fittili teotihuacane e ceramiche del Messico occidentale costituirono per Frida Kahlo un lessico al tempo stesso identitario ed estetico, un patrimonio di forme e significati che permise all’artista di esprimere quella messicanità che – come argomentato nella parallela mostra “Oltre il mito” – costituì uno dei temi portanti della sua opera pittorica e di quella vera e propria performance artistica che fu la sua vita. donatellanesti@libero.it

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