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29 Luglio 2021

Giani, Pd: “Se l’Eni non fa la bioraffineria a Stagno, impongo l’inceneritore”


Livorno, 5 giugno 2020 – Sui rifiuti il candidato del Pd alla presidenza della regione Toscana, Eugenio Giani, è pronto alla svolta. Se a Livorno non dovesse sorgere la bioraffineria Eni, è disponibile a rispolverare l’idea dell’inceneritore. Giani lo ha annunciato in una videoconferenza su Facebook con sindaci ed amministratori locali del Centrosinistra della provincia di Pistoia. Lo rende noto l’agenzia Dire.

“Vi dico subito che se vedo che a Livorno l’impianto non si concretizza e diventa un modo dell’Eni per promettere di rispettare le normative comunitarie sull’economia circolare, per poi di fatto trascinare la situazione, un termovalorizzatore in Toscana lo dovremo identificare. Aspetterò un anno e mezzo, due anni”, ha detto Giani, secondo quanto riporta l’agenzia Dire.

Giani ha fiducia nella soluzione identificata dal piano del presidente Enrico Rossi e dall’assessore uscente Federica Fratoni con delega all’ambiente, tesa a convertire la raffinerie Eni, ma al tempo stesso apre a un segno di discontinuità rispetto alle politiche della giunta regionale. Tanto che, se le circostanze gli imponessero di imboccare la strada dell’inceneritore, avverte: “Non andrà come a Case Passerini dove a un certo punto Rossi ha invertito la tendenza. Scegliamo insieme il sito accuratamente, ma dopo vado addosso con decisione a realizzarlo. La Toscana ha bisogno di una sua autoproduzione energetica fondata sulla termovalorizzazione dei rifiuti, perché altrimenti la Tari raddoppia. E questo non è sostenibile nei confronti dei cittadini”.

Il presidente del consiglio regionale, perché Giani attualmente svolge questo ruolo, si rende conto delle possibili critiche alle quali si espone, ma non intende arretrare: “Sarò impopolare, ma a quel punto scelgo un sito e vado a diritto coi carri armati, perché non è possibile che sostanzialmente la Toscana sul piano della termovalorizzazione abbia impianti chiusi da tempo, a Scarlino, impianti con comitati a iosa decisi a farli chiudere e ha rinunciato a Case Passerini”. Una lettura critica della gestione dei rifiuti in Toscana che assume le sfumature della bocciatura: “Diciamocelo con chiarezza, oggi sul piano dei rifiuti la Toscana somiglia più al Meridione che al Settentrione, dove di termovalorizzatori ne hanno quattordici”. D’altronde, secondo il presidente dell’assemblea regionale, non bisogna temere troppo neppure le ricadute sul piano ambientale, legate a questo genere di impianto.

Oggi un inceneritore “fatto bene”, avverte, “con camere di post-combustione che portano i rifiuti a oltre 5 mila gradi e che non restituisce diossine, ma vapore acqueo deve essere diffuso”.