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29 Settembre 2020

Giornata mondiale dei poveri, a Torretta il vescovo Giusti inaugura la prima parrocchia africana


Livorno, 18 novembre – In occasione della prima Giornata mondiale dei Poveri, domenica 19 novembre, la Caritas di Livorno promuove un momento di festa e condivisione con le persone più svantaggiate. E il vescovo, Simone Giusti, inaugura a Torretta la Prima Parrocchia Africana della Diocesi. Istituita da Papa Francesco alla fine del Giubileo della Misericordia, la Giornata Mondiale dei Poveri si offre come opportunità di incontro e di solidarietà. Nel suo messaggio, il pontefice ha richiamato tutte le persone, non solo i fedeli, a cogliere l’occasione per aprirsi al prossimo e alle sue necessità. La Chiesa livornese ha risposto con iniziative di preghiera, convivialità e comunione in ogni vicariato e con l’iniziativa promossa dalla Caritas per domenica. Alle 11.00 il Vescovo Simone Giusti celebrerà la messa nella Chiesa di SS. Maria Assunta in Torretta e, alla fine, inaugurerà presso la parrocchia, il Centro Culturale Africano. Un desiderio il suo che si è avverato: dar vita in Diocesi, ad una parrocchia africana.
Don Jean Micheal Moukouba Bamana sacerdote africano che fa parte del clero livornese da molti anni, alla guida della nuova parrocchia, sarà l’anello di congiunzione tra la cultura africana e quella italiana.
Nello spirito di fratellanza e prossimità richiamato da Papa Francesco e riassunto nella frase che fa da titolo alla ricorrenza: “non amiamo a parole ma con i fatti”.
La Giornata proseguirà poi alle 12.30 alle Sorgenti di Carità, via Donnini 167, dove ci sarà il pranzo rivolto agli ospiti dei servizi della Caritas di Livorno e a chi vorrà condividere con loro un momento di festa.
Nel pomeriggio alle 15 è in programma la proiezione del film “Beata Ignoranza” di Massimiliano Bruno.
“Non ci riuniremo per dare un pasto- spiega Suor Raffaella Spiezio, presidente della Fondazione Caritas Livorno- ma per sedere insieme a tavola e condividere il pane e la fraternità. Per l’occasione vogliamo rivolgere un invito alla città a vivere insieme a noi questo momento di incontro. Se ci sono persone che vogliono dare una mano, fare un’esperienza di volontariato, avvicinarsi per la prima volta al nostro servizio, le aspettiamo a braccia aperte. Un grazie particolare va a tutti i ristoratori che, rispondendo al nostro appello, hanno dato un contributo alla realizzazione di questa festa”.
L’apertura della prima parrocchia africana nella diocesi di Livorno ha avuto un riflesso nazionale, sottolineato su “Avvenire” di Milano, il quotidiano della Cei, che ricorda come sia il “segno di attenzione e prossimità alle oltre 3.300 persone originarie del continente africano, che vivono sul territorio, tra cui tantissimi cristiani. Il progetto si inserisce in un contesto di accoglienza ampio e diversificato che inizia con i servizi base, legati al ristoro e all’alloggio, per continuare con l’apprendimento della lingua italiana, l’eventuale ricongiungimento familiare, l’inserimento lavorativo e l’accompagnamento spirituale. La chiesa di Santa Maria Assunta, nel quartiere Torretta, si trova proprio accanto al Porto di fraternità, la struttura della Caritas diocesana dove si trovano i servizi di prima necessità per i più poveri. Sarà presente un sacerdote africano e vi saranno celebrate tre Messe, una in lingua inglese, una in francese ed un’altra in swahili. Accanto alla parrocchia nascerà anche un centro culturale africano, perché non c’è vera inclusione se non c’è conoscenza reciproca”.
“L’idea della parrocchia africana è solo una parte di un piano pastorale molto più grande: il sogno di monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno, è infatti quello di realizzare una parrocchia per ogni gruppo etnico presente in diocesi, per andare incontro ai quasi 9mila stranieri presenti in tutta la provincia. «Livorno nasce come città di popoli – ricorda il pastore della Chiesa livornese – e anche oggi continua ad esserlo. In questi ultimi anni sono arrivati qui migliaia di stranieri, tanti si sono integrati, amano questa città, lavorano e vivono qui, mi sembra giusto dare loro anche la possibilità di vivere le celebrazioni della fede secondo le loro tradizioni. Abbiamo già istituito la parrocchia ucraina, una parrocchia per i cattolici rumeni e abbiamo dato una chiesa agli ortodossi rumeni, adesso è il momento di sostenere le popolazioni dell’Africa, mentre in futuro ci impegneremo anche per gli ospiti asiatici, anch’essi molto presenti nella zona, soprattutto di etnia peruviana e filippina».
“A dicembre sarà poi inaugurato il Villaggio della carità che vedrà raddoppiare i servizi Caritas alle centinaia di persone che ogni giorno chiedono aiuto: una nuova mensa; un guardaroba più grande; piccole abitazioni per dare un tetto nelle emergenze; locali per incontrarsi, imparare un mestiere e soprattutto conoscersi: altre opere per promuovere quello sviluppo umano integrale, come vuole il nuovo Dicastero pontificio voluto da papa Francesco – conclude “Avvenire” – perché la convivenza non sia solo sinonimo di tolleranza, ma di reale integrazione pacifica”.
Sono cinque i ristoranti che hanno aderito all’iniziativa offrendosi di preparare i pasti che saranno serviti domani, domenica 19 novembre: la Barcarola, Caciaia, Lo scoglietto, Dalla Wilma e il catering Momenti conviviali. Lunedì prossimo, 20 novembre, invece, la Caritas effettuerà un pellegrinaggio con merenda a Montenero con i ragazzi e le ragazze dei progetti di accoglienza per profughi, richiedenti asilo e rifugiati. Info: 0586 884693, volontariato@caritaslivorno.