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lunedì 14 Ottobre 2019

Gli edicolanti sul piede di guerra, appello a Mattarella e Conte per non abbassare le saracinesche


Livorno, 3 ottobre 2019 – Ha preso il via la raccolta delle firme a sostegno dell’appello che gli edicolanti hanno rivolto al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella teso a fare in modo che alle edicole, ultimo anello della filiera editoriale, sia destinata una parte consistente del finanziamento pubblico per l’editoria.

L’appello, lanciato su scala nazionale dal sindacato di categoria Sinagi associato alla Cgil, è stato diffuso anche a Livorno e provincia. Le circa 150 edicole del territorio livornese, associate e non, stanno dunque promuovendo la raccolta firma tra i cittadini, che sono invitati “a recarsi nella loro edicola di fiducia a firmare”.

“La categoria dei giornalai”, si legge in una nota della segreteria provinciale del Sinagi, “si trova da anni in una crisi profonda, eppure l’edicola è un luogo di incontro quotidiano, da sempre rappresenta una lanterna accesa nei centri storici, nelle periferie, nei paesi, fino ai luoghi più remoti del territorio nazionale e rappresenta un baluardo insostituibile per una stampa libera e accessibile a tutti i cittadini”.

“L’edicola dovrebbe esser l’unico soggetto a cui l’editoria dovrebbe guardare con occhio di riguardo”, si legge ancora nella nota. “Siamo il punto di contatto sul territorio con la clientela, abbiamo l’esposizione visiva di tutti i prodotti e l’80 per cento del fatturato del settore passa da qui, attraverso un lavoro quotidiano che inizia anche prima dell’alba, per tutti i giorni dell’anno”. E ancora: “Al contrario, alcuni editori godono di finanziamenti pubblici, entrano sul mercato con politiche di ’cut price’, praticano abbonamenti a prezzi scontatissimi, per scavalcare le edicole, e tanto altro”.

“Questo gioco al massacro noi dobbiamo cercare di fermarlo”, afferma la nota. E in riferimento al comportamento delle società editrici, aggiunge: “Molti nostri colleghi hanno dovuto abbandonare un lavoro che amavano e la stragrande maggioranza della nostra filiera (gli editori, ndr) in questo ultimo decennio ha portato avanti solo i suoi interessi economici, escludendo chi per anni ed anni gli ha permesso con la capillarità territoriale di vendere i prodotti”.

Con questo appello, gli edicolanti italiani chiedono al presidente Mattarella e al premier Conte, ma anche al nuovo sottosegretario con delega all’editoria Andrea Martella, di destinare alle edicole una parte consistente del finanziamento pubblico rivolto fino ad oggi esclusivamente alle case editrici nonché di farsi “parte attiva nei confronti degli editori per la definizione di un nuovo accordo nazionale con gli edicolanti che stabilisca regole operative e corrispettivi economici in grado di stabilizzare il nostro settore”.

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