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lunedì 9 20 Dicembre19

Gli occupanti della torre della Cigna contro lo sgombero del 12 dicembre


(Simone Consigli) Livorno, 23 novembre 2019 – Gli occupanti abusivi della torre della Cigna di proprietà della società San Teodoro scendono in agitazione contro il paventato sgombero ad opera della forza pubblica fissato per il 12 dicembre. Il gruppo di circa cento persone si è concentrato nel pomeriggio di oggi, sabato 23 novembre, nel ventre dell’edificio per poi dirigersi con mezzi propri davanti alla Prefettura, dove è stato organizzato un sit-in con tanto di lancio di fumogeni.

In seguito gli occupanti, che nella loro manifestazione comunque non violenta sono stati coordinati dai sindacati Asia Usb ed Unione Inquilini, sono stati ricevuti dal prefetto di Livorno, Gianfranco Tomao, per un confronto in cui richiedere un rinvio allo sgombero, termine perentorio richiesto fissato per il settembre 2020. L’esecuzione del provvedimento di sgombero è nelle mani del giudice preposto che deve decidere sull’istanza voluta dalla società che possiede l’immobile, la quale ha richiesto la misura esecutiva a causa di problemi di sicurezza.

La torre della Cigna è stata costruita nel 2010, in seguito è stata chiusa per problemi di stabilità e nel 2016 sono partite le occupazioni. Al tempo si registravano circa 240 occupanti, oggi il numero si è dimezzato. Durante il concentramento al pianterreno dell’immobile è stata organizzata una conferenza stampa in cui i rappresentanti sindacali degli occupanti hanno detto la loro: “Contestiamo i motivi urgenti che sono stati apposti per lo sgombero, se è vero che ci sono molti problemi, non si può dire che la torre abbia problemi di stabilità come è stato dichiarato, altrimenti verrebbe giù tutto e la San Teodoro Srl non cercherebbe sicuramente di vendere questa struttura, come invece ha già detto di voler fare”.

I sindacati nella loro comunicazione elogiano il lavoro che è stato fatto dal Comune di Livorno e chiedono di proseguire il percorso che è stato avviato con l’assessore Andrea Raspanti e con il sindaco Luca Salvetti, critiche invece nei confronti di Fratelli d’Italia e Lega, che chiedono sgombero e legalità. Clima aspro anche contro la Prefettura: “Diciamo no all’urgenza dichiarata” si ascolta nella conferenza “e chiediamo che il giudice valuti attentamente le perizie, vogliamo rispetto e dignità e diciamo basta a questa pantomima insostenibile, non pensiamo di fermare fisicamente un eventuale sgombero, vogliamo operare con intelligenza, reazionalità e soprattutto senza la violenza”.

Gli occupanti hanno avuto un comportamento composto durante il sit in davanti alla prefettura ma il clima di tensione strisciante è stato tangibile. La delegazione degli occupanti è stata ricevuta dal prefetto nel pomeriggio inoltrato: “chiediamo rispetto per le famiglie e vogliamo l’apertura di un tavolo tra la San Teodoro Srl e il Comune di Livorno, devono darci un anno ancora prima dello sgombero, come ci è stato promesso e adesso vogliamo l’ufficialità di un rinvio lungo, almeno fino a settembre 2020, altrimenti le porte del dialogo, che adesso sono aperte, diventeranno chiuse”.


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