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7 Luglio 2022

Goldoni prima concesso e poi negato ad Orsini, scoppia la polemica


(Redazione) Livorno, 29 aprile 2022 – Teatro Goldoni prima concesso e poi negato ad Alessandro Orsini, direttore dell’Osservatorio sulla sicurezza internazionale presso l’università Luiss di Roma, collaboratore de Il Fatto Quotidiano, che proprio al Goldoni il prossimo 23 maggio avrebbe dovuto svolgere il monologo dal titolo “Ucraina, critica della politica internazionale”. L’evento, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, aveva avuto il via libera della Fondazione Goldoni, ma poi la stessa ha fatto dietrofront negando al professore il palco del maggior teatro della città in cui lo stesso vive.

Come spiegato dal sindaco Luca Salvetti durante il Consiglio comunale di oggi, venerdì 29 aprile, il Goldoni “non può essere dato in concessione per interventi con temi di natura politica come stabilito in un atto nel 2017 dall’ex sindaco Filippo Nogarin”. Si evince dunque, secondo quanto affermato da Salvetti, che il motivo del diniego va ricercato in una disposizione emanata dalla giunta precedente alla sua, che era a guida Cinque Stelle.

In realtà, questa mattina, il caso Orsini è stato al centro di un dibattito molto acceso a Palazzo Civico con la giunta che è stata accusata dalle opposizioni di essere contro la libertà di espressione e che la negazione del teatro al docente universitario non rientra nello spirito tollerante della città di Livorno.

Nei giorni scorsi la Seif, società che edita Il Fatto Quotidiano, aveva chiesto alla Fondazione Goldoni, che gestisce il teatro, la concessione del palco e della sola platea per il monologo di Orsini, le cui analisi su quanto sta accadendo in Ucraina hanno avuto più volte rilevanza nazionale ed internazionale. In un primo momento, secondo quanto denunciato dalla Seif, la Fondazione ha dato il suo benestare, ma poi ha fatto retromarcia, come confermato dal sindaco Luca Salvetti e dal direttore amministrativo Mario Menicagli, quando è venuta a conoscenza del titolo e del contenuto dell’evento. Da qui, la decisione di “negare” il Goldoni al professore invitandolo a un incontro in un ambiente neutro dove chiunque potrebbe esporre la propria opinione, anche chi non la pensa come lui.

Nel rispondere al question time presentato dalla consigliera Lucia Grassi dei Cinque Stelle, l’assessore alla Cultura, Simone Lenzi, secondo cui Orsini sostiene le posizioni del leader russo Vladimir Putin, ha affermato di aver saputo della cancellazione dello spettacolo di Orsini dopo che questa era stata già presa perché “c’è una direzione artistica che decide in completa autonomia” aggiungendo tuttavia che “quello del professore non sarebbe stato un dibattito pubblico, ma uno spettacolo a pagamento che avrebbe speculato su una tragedia come quella che sta accadendo in Ucraina”.

Il sindaco Salvetti, da parte sua, ha aggiunto: “La Seif aveva chiesto la disponibilità senza precisare il contenuto dello spettacolo ed inizialmente avevamo dato il nostro placet perché il 23 maggio il Goldoni era libero. Solo il 26 aprile siamo venuti a conoscenza di cosa trattava l’evento e questo andava contro il regolamento del Goldoni adottato dall’ex sindaco Nogarin nel 2017”.

La consigliera Grassi dei Cinque Stelle ha replicato che “la censura di uno spettacolo teatrale è un fatto gravissimo dal quale prendiamo le distanze”, mentre Aurora Trotta di Potere al Popolo si è detta “allibita nel pensare che non venga data la parola a un personaggio, del quale non condivido le posizioni, ma che si è esposto chiaramente su temi scomodi e non allineati”. Carlo Ghiozzi della Lega ha criticato duramente l’annullamento dell’evento: “Non si dà la parola a un professore universitario perché avrebbe parlato contro la Nato od esposto una linea differente dalle altre. Le strutture comunali devono dare la possibilità a chiunque di esprimere le proprie idee come riporta la Costituzione”. Paolo Fenzi del Pd, ossia del partito che sostiene politicamente il sindaco Salvetti, ha però respinto le accuse di censura affermando che “da parte del nostro partito non ci sono affatto censure e respingiamo questa rappresentazione che viene data”.

Sulla questione, infine, sono intervenuti anche sindacati ed associazioni. Secondo la Usb livornese “la vicenda è una pagina buia e mediocre di questa città” e “la Fondazione Goldoni si è nascosta, in modo ipocrita, dietro un dito affermando che il regolamento vieta iniziative politiche” facendo chiaramente capire che “il vero motivo dell’annullamento è quello”, mentre l’associazione Articolo 21 di Livorno ha richiamato alla necessità di “dare voce, sempre e comunque, anche a tutte le opinioni e tutti i punti di vista, anche quelli che non condividiamo, nel rispetto della libertà di espressione sancita dalla Costituzione italiana”.

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