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giovedì 22 Agosto 2019

Green book, il viaggio nel razzismo sbarca anche a Livorno


(Donatella Nesti) Livorno, 5 febbraio 2019 – I buddy film sono pellicole di genere molto popolari nel cinema americano, di solito si tratta di due uomini con caratteristiche diverse tra i quali si sviluppa complicità ed amicizia. Negli anni ’30 si ricordano Stanlio ed Ollio, Gianni e Pinotto fino ad arrivare ai protagonisti di Butch Cassidy, a Jack Lemmon e Walter Matthau e la celebre coppia femminile di Thelma e Louise. Spesso storie d’avventura ‘on the road’ come sembrerebbe il film Green Book che racconta il viaggio di un autista bianco alquanto rozzo ed un raffinato pianista nero compiuto nel meridione degli USA negli anni ’60. Ma il film non è solo il solito buddy di genere che spiega come possa nascere un’amicizia tra persone diverse ed inizialmente ostili, ma è un viaggio nell’America razzista degli anni ‘60 che proprio nel famigerato ‘green book’ aveva codificato il segregazionismo. Si trattava di una guida per automobilisti afroamericani, un prontuario in cui erano indicati ristoranti, hotel, toilette riservati ai ’ colored’ senza rischiare guai e persino l’arresto se trovati a circolare in auto dopo il tramonto. Episodi di discriminazione ed aggressività il film ne mostra diversi mentre racconta la storia vera tra un virtuoso del piano Don Shirley e l’autista italo-americano Tony Lip. Il film scritto in parte dal figlio di Tony, Nick Vallelonga mostra come due compagni di viaggio così diversi scoprano insieme lungo il viaggio quanti duri a morire siano i pregiudizi basati sul colore della pelle. Il regista Peter Farrelly fino ad ora autore con il fratello Bobby di commedie come ‘Tutti pazzi per Mary’ ha capito l’importanza della storia ed ha scelto due grandi interpreti Mahershala Ali già vincitore di Oscar con Moonlight e Viggo Mortensen ingrassato di 20 chili per il ruolo e candidato all’Oscar.

Il rapporto tra i due protagonisti ricorda ad un certo punto quello tra Cristiano e Cyrano di Bergerac quando il colto e romantico pianista aiuta Tony a scrivere lettere delicate e affettuose alla innamorata moglie Dolores. La poesia, l’uso della lingua in modo corretto uniscono persone di estrazione diversa più di quanto si possa credere. Green book è un film drammatico ma ci sono momenti di leggerezza che rendono avvincente e gradevole la storia.”Ho detto a tutti che stavo girando il mio primo film drammatico”dice Farrelly” ma mentre vai avanti con la storia ti rendi conto che è una strana coppia, l’artista raffinato e l’uomo macho, mettere insieme questi due ragazzi è come parlare de la strana coppia…ci sono cose di cui Dr.Shirley parla delle quali Tony non ha la minima idea. Sono gli opposti ed è da li che viene l’umorismo comico” Il film dimostra ancora una volta che il dialogo, la comprensione reciproca possano abbattere i muri di intolleranza ancora così diffusi, riuscendo con il tono leggero e divertente a coinvolgere lo spettatore. Perfetta l’ambientazione d’epoca e la scelta degli arredi specie della stravagante abitazione del solitario pianista collocata sopra la Carnegie Hall.

Nel 2013 dopo oltre 50 anni di amicizia Tony Vallelonga e Don Shirley morirono quasi a tre mesi di distanza l’uno dall’altro, il figlio di Tony iniziò a pensare che era arrivato il momento di scrivere la loro storia. Con questo film si delineano i duelli per l’assegnazione dei premi Oscar per i migliori interpreti maschili tra i quali spiccano Daniel Dafoe e lo stesso Viggo Mortensen. Grande incertezza anche per le interpreti femminili, sarà la volta di Glenn Close o la conferma, dopo la Coppa Volpi, dI Olivia Colman?

Il film, uscito nel novembre scorso negli Stati Uniti, è in distribuzione in Italia da gennaio e da qualche giorno è anche nei cinema di Livorno e provincia.

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