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23 Novembre 2020

Guardia di Finanza: sequestrati 12mila oggetti contraffatti nel livornese. Dieci imprenditori sanzionati


Livorno, 4 ottobre. La Guardia di Finanza di Livorno durante l’estate ha effettuato una vasta attività di prevenzione e contrasto del fenomeno della vendita di prodotti contraffatti, non sicuri e di varie illegalità collegate, tra cui l’abusivismo commerciale sulla costa livornese effettuate da venditori senza scrupoli. Da giugno a tutto settembre, i finanzieri in abiti civili hanno intensificato la quotidiana attività di controllo economico del territorio, del centro cittadino e, soprattutto, del litorale della provincia spingendosi fino alle spiagge delle zone di Cecina e Rosignano, per contrastare la vendita di prodotti contraffatti e non sicuri. Hanno effettuato 32 interventi e sequestrato 9.649 prodotti con marchi contraffatti delle più famose griffe del mondo della moda (Hogan, Prada, Michael Kors, Chanel, Vuitton, Giorgio Armani, Versace, Gucci, Moncler, Converse, Nike, Adidas ecc.), per un valore di mercato complessivo della merce pari a circa 300.000 euro e hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Livorno, 21 persone, alcune con precedenti specifici, di cui 7 di nazionalità senegalese, per i reati di contraffazione e ricettazione.
Ai beni contraffatti sequestrati dai militari del Gruppo, si sono poi aggiunti 451.217 “prodotti non sicuri” (accessori per telefonia e per abbigliamento, giocattoli per bambini ed accessori per la casa, oltre ad articoli vari), di provenienza cinese, non conformi alle indicazioni minime contemplate dal Codice del Consumo, che sarebbero finiti nelle abitazioni degli acquirenti. Ai nove imprenditori segnalati alle Camera di Commercio e Prefettura, sanzioni amministrative per più di 20.000 euro.
L’attività di controllo ha interessato anche la parte più a sud della provincia labronica e l’Isola d’Elba, ed è stata svolta dai Reparti del Corpo della zona (Compagnie di Piombino e Portoferraio, Tenenza di Cecina, Brigata di Castiglioncello). Sono stati sequestrati ulteriori 2.085 prodotti con marchi contraffatti e 16.433 prodotti non sicuri, con la denuncia di altre 34 persone e la segnalazione alla Camera di Commercio e Prefettura di un imprenditore.
Particolarmente attenta è stata l’attività di pattugliamento che ha permesso l’individuazione di numerosi punti di raccolta della merce, ben occultata in prossimità degli arenili e all’interno della fitta vegetazione delle pinete, come nell’area vicina alle “spiagge bianche”, dove i finanzieri non si sono lasciati sfuggire, durante i loro accurati sopralluoghi, che era stato creato, e quindi scoperto, un vero deposito di scarpe, borse, occhiali ed orologi contraffatti. In tutto millecinquecento prodotti sono stati sequestrati.
Per essere ammessi sul mercato italiano- spiega la Guardiadi Finanza – i prodotti di importazione extra-europea devono sottostare ai severi standard di conformità comunitaria: utilizzo di sostanze non tossiche e comunque in quantità “sotto soglia” di nocività, delle quali il consumatore deve essere adeguatamente informato per questioni di tolleranza individuale, indicazione della provenienza effettiva, del produttore e dell’importatore, il quale si assume la responsabilità della sicurezza del prodotto, indicazioni in lingua italiana sul corretto utilizzo da parte del consumatore finale, qualità della componentistica degli apparecchi elettronici, robustezza meccanica dei giocattoli destinati ai bambini.
L’azione repressiva, oltre ad evidenziare l’impegno operativo del Corpo nello specifico settore, in risposta ad un’esigenza sempre più avvertita dalla collettività, ha sottolineato il ruolo di centralità della Guardia di Finanza nel comparto della tutela intellettuale, a salvaguardia del consumatore finale e degli imprenditori onesti: i prodotti recanti marchi “falsi”, infatti, oltre a poter causare pericoli per la salute, generano rilevanti danni economici alle imprese produttrici, causando fenomeni di sleale concorrenza commerciale, spesso correlate a fenomeni di evasione fiscale, in evidente danno sia del consumatore che dei commercianti onesti che operano nel pieno rispetto delle regole.
Il comparto della “sicurezza prodotti” è da sempre particolarmente presidiato dalle Fiamme Gialle labroniche, impegnate per impedire l’immissione in commercio di prodotti potenzialmente pericolosi per il consumatore finale oltre che, al pari dei prodotti contraffatti, forieri di forme scorrette di concorrenza commerciale. Alcuni prodotti sequestrati avevano una componente elettronica, che suggeriva una particolare cautela nell’uso, ed altri erano giocattoli per bambini con parti facilmente ingeribili.