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1 Ottobre 2020

Guglielmo Marconi e gli attrezzi di lavoro al museo di Coltano


(Mario Lorenzini) Livorno, 19 dicembre. Si deve alla piccola Pro-loco di Coltano, la località tra Pisa e Livorno, se oggi è possibile vedere “gli attrezzi di lavoro” di Guglielmo Marconi, recentemente ricordato alla conferenza in Camera di Commercio dedicata agli illustri livornesi per i suoi trascorsi giovanili nella città labronica, che nel passato erano ben conservati nella più comoda villa poco distante utilizzata come Stazione Radio (nella foto la villa museo dedicata a Marconi).
Un po’ di storia è possibile scrivere. Se l’Sos inviato nel 1912 dall’addetto alla stazione radio de “Il Titanic”, che, nel viaggio inaugurale, stava affondando e 700 naufraghi furono salvati, si deve al Telegrafo Morse che operava a Coltano. Era quella infatti la zona scelta da Marconi per la sua posizione geografica la più idonea per gli esperimenti che lo scienziato stava portando avanti. E durante la prima guerra mondiale la Marina Italiana utilizzò il Centro ad onde corte, che era stato installato.
La stazione rimase in piedi per tutta la seconda guerra mondiale,fu distrutta dai bombardamenti.
A Coltano si insediarono gli Americani con un campo di concentramento dei repubblichini. Chi scrive ha imparato l’alfabeto Morse del telegrafo a undici anni nella piccola stazione di San Nicola Varco, dove il padre era capostazione e vedendo nel piccolo Museo ben conservato un apparecchio Morse si è commosso.
Nella raccolta di documenti e nell’esposizione dei pannelli è raccontata con fotografie e descrizioni la la presenza degli Americani e del Camp Darby. C’è anche una data, il 31 dicembre 1999, che stabiliva allora la fine dell’occupazione americana. Sono trascorsi ben 17 anni. Gli americani sono ancora presenti e si dice anche che il Camp sarà ampliato nei prossimi mesi per essere ancora utilizzato.