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venerdì 22 marzo 2019

I problemi di Livorno e Rosignano sul tavolo del Ministero dell’Ambiente


Livorno, 28 novembre 2018 – Un incontro per far conoscere in sede governativa i problemi e le questioni relative ai territori di Livorno e Rosignano si è tenuto a Roma, al Ministero dell’Ambiente e del Territorio, tra il capo segreteria del ministro Sergio Costa, Fulvio Mamone Capria, il capo della segreteria tecnica Tullio Berlenghi, il deputato pentastellato Francesco Berti ed i consiglieri comunali Mario Settino e Francesco Serretti, entrambi di Rosignano ed entrambi del movimento Cinquestelle.

L’incontro aveva lo scopo di far conoscere la realtà dei territori di Livorno e di Rosignano Marittimo ai due capi segreteria, che si sono resi disponibili, come si legge in una nota stampa, “ad intervenire per fare chiarezza su alcune situazioni, in particolare sui presunti illeciti ambientali della Solvay resi noti da una commissione parlamentare d’inchiesta nella scorsa legislatura”.

La realtà di Rosignano, che i due consiglieri hanno portato sul tavolo del Ministero dell’Ambiente, parla di contaminazione dei terreni e delle acque con arsenico, mercurio ed altre sostanze chimiche.

La richiesta dei presenti, in particolare del deputato Berti, è stata di vigilare sull’operato dell’Arpat e di controllare la validità dei rilievi effettuati dalla medesima agenzia per la protezione ambientale toscana negli ultimi anni.

Ha affermato Berti: “E’ urgente e quanto mai necessario procedere con la pianificazione e lo svolgimento di un’indagine epidemiologica accurata sulla popolazione di Rosignano Solvay e dintorni. Non dimentichiamo che la Solvay solo qualche anno fa, davanti a un giudice, nell’ambito di alcune indagini preliminari, ha patteggiato per un totale di 6 milioni 700 mila euro di investimenti in bonifiche ambientali per aver inquinato la zona di Rosignano con fanghi velenosi”.

Secondo i consiglieri comunali, come si legge nella nota, il risultato dell’incontro “sembra essere la proposta di un approfondimento sulla situazione di Rosignano e dei siti in Toscana e nella Val di Cecina in cui la Solvay ha un impatto profondo e spesso drammatico”.
E’ necessario, secondo il loro parere, ragionare sulle opere di risanamento, bonifica e sostenibilità dello stabilimento, perché le azioni della multinazionale potrebbero generare impatti positivi sia in termini economici che occupazionali.

“La Solvay è a Rosignano soprattutto perché da molti anni trova benefici nello sfruttamento delle risorse del territorio, pagando per il salgemma puro della Val di Cecina 0,88 centesimi al mc all’anno e 0 euro per le acque dolci dei bacini acquiferi dei fiumi Fine e Cecina. Chiediamo solo che l’azienda smetta di scaricare in mare materiale inquinante e che si impegni a bonificare il territorio e a creare lavoro”, afferma ancora Berti. “La nuova frontiera del cambiamento della quale abbiamo parlato è che l’industria cerchi al massimo la via della sostenibilità ambientale”.

Un altro argomento che è stato toccato durante l’incontro, inoltre, è quello della messa in sicurezza del territorio di Livorno, che dal tragico evento dell’alluvione del settembre 2017 ancora non riesce a risollevarsi del tutto: “E’ più di un anno purtroppo che la mia città soffre le conseguenze di quella catastrofe. Da quando sono entrato in Parlamento la mia priorità è sempre stata quella di lavorare per trovare giustizia per tutte le vittime di quella notte”.

“In sede ministeriale abbiamo parlato di prevenzione perché solo così possiamo dimostrare davvero la nostra vicinanza ai cittadini, facendo in modo che nessuno debba più piangere dei morti”, ha concluso l’onorevole Berti.

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