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2 Dicembre 2020

Il duo Barontini in Estate a Villa Trossi


(Angela Simini)Livorno, 25 agosto. Tornano alla ribalta a Livorno due nostre “vecchie” e stimate conoscenze, il pianista Ilio Barontini con la giovanissima figlia, Caterina, pianista anche lei, per la prima volta in duo in Estate a Villa Trossi, la kermesse estiva che non finisce mai di riservarci sorprese, e che sorprese! Qui li ascolteremo oggi, venerdì 25 agosto, alle ore 21.30 nella performance che si intitola semplicemente “I Barontini”.
Condividono la stessa passione per la musica, nell’infinita varietà e originalità di ritmi e di accenti, si dedicano all’approfondimento dei testi e sono aperti a tutte le innovazioni che i tempi suggeriscono, coltivano la preparazione classica e la tradizione, insomma spaziano in uno spettro di 360° gradi, cosa che non meraviglia più chi conosce la famiglia Barontini, una famiglia di musicisti nella quale le due figlie, Ilaria, oggi flautista, e Caterina, son cresciute a suon di musica, con la madre Albarosa e la zia, Paola Lenzi, anch’esse insegnanti e concertiste. Caterina, allieva di Ilio nella prima fase della sua preparazione, aveva appreso a interpretare sia un valzer di Chopin, sia una trascrizione dei Beatles, preparata dal padre ed eseguita con lui. Successivamente si è perfezionata col pianista Daniel Rivera all’Istituto Mascagni di Livorno, dove ha conseguito il decimo anno di studi col massimo dei voti. Oggi è concertista affermata e pianista ufficiale del Livorno Music Festival. Ma torniamo ai Beatles, i Four di Liverpool che, al loro apparire, hanno catturato l’anima di Ilio, che ha dedicato al loro studio, interpretazione e trascrizione, tutta la sua esistenza e che ha trovato in Caterina una alleata fenomenale, come abbiamo visto nel concerto a due pianoforti al Teatro Goldoni di Livorno, proprio quest’anno. Ma quello che attira il Barontini non è mai codificato e statico, Ilio attinge al popolare come al colto, si lascia trasportare da Schumann come dalle filastrocche, dalle nenie, dai canti dei nostri nonni, che poi riesce a trascrivere e a versare nella partitura le sue emozioni e il suo “sentire”, come vediamo programma che presentano, a partire da una scelta di Danze Norvegesi, op. 35, di Edvard Grieg, autore formatosi in Germania alla scuola del sinfonismo romantico. Le Danze costituiscono il primo esempio dell’unione della tradizione popolare nordica con la musica colta e ci comunicano la gioia dei danzatori norvegesi all’arrivo del sole, alternando momenti di esplosioni sonore a sospensioni liriche. Il rapporto tra colto e popolare in musica è sempre stato caratterizzato, nei secoli, da una dinamica di scambi e di influenze continue. Il programma del concerto ci immette nel cuore della visione poetica del Duo pianistico Ilio e Caterina Barontini, facendoci apprezzare tutte le sfaccettature di questa interazione.
Altro esempio di contaminazione tra le due tradizioni son la composizione di Ilio Barontini su temi popolari laziali e toscani :“ Cinque Filasctrocche”: Cecco Velluto, voglio bene a nonna, Io son contadinella, Stanotte a mezzanotte, C’era una volta un papero.
Anche la “Piccola Suite” di Ilio Barontini presenta l’impronta ritmico-melodica della musica popolare rivista alla luce della teoria compositiva accademica con un linguaggio che risente dell’influenza di Casella, Bartók e dei compositori francesi del Novecento. La suite presenta momenti briosi e leggeri alternati ad episodi tristi e desolati, risolti tuttavia in una dimensione di tenerezza e commozione.
La versione di Ilio Barontini di “Otto Canzoni” di Gershwin intercetta e valorizza il progetto compositivo originale di elevare il jazz al livello della musica colta, con una intensificazione polifonica, ritmica e armonica del materiale musicale delle canzoni: un vero e proprio inno alla gioia di vivere.