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21 Ottobre 2020

Il patrimonio dell’Europa e l’Italia


(Ruggero Morelli) Livorno, 17 febbraio. Ogni due anni la Commissione Europea promuove una iniziativa per esaminare e discutere delle sfide della cittadinanza europea senza esclusione degli aspetti più problematici e controversi.
Lo scorso 7 dicembre la proposta per il 2018 è stata discussa per la prima volta a Milano. https://ec.europa.eu/programmes/creative-europe/events/20171207-european-culture-forum-2017_en Dec 7, 2017-
Al centro c’è il patrimonio culturale dell’Europa , che se in passato è risultato marginale rispetto agli orientamenti di Bruxelles, con la scelta di Milano pone l’Italia come ponte tra l’Europa ed il Mediterraneo.
Il patrimonio al quale si riferisce la Commissione è uno ‘’sterminato archivio di possibilità che sta a noi organizzare ed abitare e non solo conservare. Considerarlo un processo in continua evoluzione.’’
Il 2018 è l’anno dedicato dalla UE al patrimonio culturale proprio in una fase in cui la stessa idea di Europa sembra messa in discussione .
Si apre così un periodo di approfondimento su temi difficili, così declinati nel progetto presentato il 7 dicembre: a) della sostenibilità ambientale, b) del dialogo interculturale, c) l’innovazione e la creazione di opportunità per le nuove generazioni.
Il prof. Pier Luigi Sacco, collaboratore del commissario alla istruzione Tibor Navacsic, ha scritto:’’L’anno 2018 non sarà una kermesse celebrativa, ma un’arena progettuale in cui sperimentare nuove forme perché il patrimonio culturale europeo dia di nuovo carne e sangue a quella che oggi per tanti sembra una arida impalcatura burocratica.
‘’A questa nuova impostazione della iniziativa della Commissione hanno partecipato e dato sostegno tutte le direzioni della Commissione Europea rendendola un progetto corale tale da contribuire a rendere il patrimonio culturale più rilevante nelle future politiche europee.’’
Si apre così un’occasione per tutti paesi membri in particolare per l’Italia per promuovere iniziative di impatto notevole nei prossimi anni.
In sostanza, perché continuare a sentirsi europei, oppure tornare a sentirsi europei a distanza di anni dalle intuizioni di Ventotene. E qui al lavoro preparatorio della Commissione ben potrebbe dare un contributo la serie delle quattro lezioni che Massimo Cacciari ha dedicato su radio rai tre a : ‘’Destino di Europa’’ nella ottima trasmissione Uomini e profeti. In particolare nella quarta ed ultima lezione, il prof. Cacciari vede una speranza per l’Europa , dopo i disastrosi conflitti interni 1915-1945, conflitti causati dalla corsa di alcuni stati a prevalere sugli altri anziché sentirsi parte dell’Europa come insieme o federazione, nella sua cultura del tutto originale-unica, che ha influenzato tutto l’occidente e che purtroppo ha perso autorevolezza proprio a causa delle due guerre.
Un’Europa che quindi è da allora in balia delle decisioni di altri paesi. Vedremo durante l’anno in corso cosa saremo capaci di fare.
Allegato ( per ascoltare le lezioni di Massimo Cacciari: http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-eaa48fcd-081c-4f6b-8a9c-3d08669d0909.html
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-c170a635-c2b9-4c83-82eb-47137b030840.html
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-38009876-3548-4eff-bea4-104d05107406.html
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-48e5127c-4598-4676-bc84-7ea049924487.html)