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giovedì 19 luglio 2018

Il Pd alla ricerca di un rilancio strategico


(Gino Fantozzi) Livorno, 17 marzo. L’assemblea territoriale dell’Area livornese del Partito Democratico fa autocritica e cerca l’avvio per una ripresa dopo la sconfitta elettorale.
Lorenzo Bacci, insieme ai segretari comunali di Livorno, Collesalvetti, Rosignano, Cecina e Castagneto Carducci alla presenza di Andrea Romano neo eletto alla Camera dei Deputati, fa un’analisi del voto e cerca di avviare un percorso di “ristrutturazione” del partito.
Bacci si presenta dimissionario e annuncia che alla fine di marzo nella direzione, nella quale formalizzerà il suo intento, proporrà una reggenza collettiva insieme alla proposta di temi di discussione che spazieranno dalla necessità di valorizzare i risultati dei governi di centro sinistra della passata legislatura insieme all’analisi degli errori commessi in termini di completezza delle riforme approvate e di narrazione dei risultati raggiunti.
La sala dell’Arci “Di Sorco” in via San Jacopo in Acquaviva (sopra una immagine d’archivio dell’ingresso del circolo) è piena, molti anche i volti di chi negli ultimi tempi ha frequentato poco il partito (anche se si notano ancora assenze eccellenti). E’ una sala attenta e ascolta con interesse la relazione del Segretario, che ad un certo punto mette sotto accusa le divisioni, spesso personalistiche, che hanno caratterizzato la vita del Partito Democratico a livello nazionale ma anche locale. Se vogliamo tornare a vincere occorre tornare tra la gente, alla nostra gente che ci ha voltato le spalle perché si è sentita abbandonata, ha detto ancora Lorenzo Bacci, e noi questo lo abbiamo sottovalutato. Il riformismo non è qualcosa che si cala dall’alto, come è apparso negli anni del nostro governo, ma un qualcosa che trova le radici nelle esigenze della gente, altrimenti questa non si sente rappresentata. Se ora dobbiamo riprendere la nostra azione, rimanendo all’opposizione in linea con le indicazioni approvate dalla direzione nazionale del partito, dobbiamo in primo luogo superare le divisioni interne tra le correnti. Una cosa è la valorizzazione delle idee, anche diverse e promuovere il dibattito anche duro, ma dobbiamo cercare sempre una sintesi ed e’ a quella che dovremo tutti fare riferimento senza se e senza ma.
Quindi Lorenzo Bacii propone, come essenziali per una ripresa dell’azione del partito, una maggiore unità e un impegno a partire dalla gente e dai suoi bisogni, per poi essere di nuovo soggetto di governo veramente riformatore senza rinunciare a quanto costruito in questi anni.
Andrea Romano ha concentrato il suo intervento sul suo ruolo di riferimento per il territorio livornese nel quale è stato eletto. E guardando alle prossime amministrative ha proposto tre punti importanti: il primo riguarda l’offerta politica del Partito Democratico che dovrà essere centrale ma non esclusiva di uno schieramento di sinistra. Un aspetto questo molto importante che probabilmente farà discutere. Il secondo, la costituzione di un laboratorio di idee innovative per un programma di governo locale e il terzo quello di un lavoro basato soprattutto sui temi della sicurezza, del lavoro e della crescita economica.
Tra i numerosi interventi successivi si è in particolare sottolineata la mancata comprensione da parte dell’elettorato degli sforzi effettuati dai governi a guida PD per risolvere la pesante crisi economica, in alcuni casi anche con un nota di orgogliosa rivendicazione. Questi hanno dato spazio ad analisi di altro segno come quello di Anna Maria Biricotti che pur non negando i risultati anche apprezzabili raggiunti nella legislatura, ha sottolineato, che le riforme effettuate erano comunque in alcuni casi carenti o imperfette: questo è il vero problema su cui riflettere. La ragione sta, a suo parere, in un riformismo calato dall’alto che non ha colto i reali bisogni della gente dando spazio così alle proposte politiche dei populisti dei 5stelle e della Lega. E se vogliamo trasformare e innovare il partito occorre porre in atto un serio lavoro collegiale per eliminare le contrapposizioni interne e soprattutto evitare una autoreferenzialità del partito rispetto al Paese. Non è il momento di continuare con questo atteggiamento attraverso discorsi consolatori, ma fare una concreta autocritica per correggere gli errori e andare avanti.
Il dibattito sembra davvero entrato nel vivo e le prossime settimane saranno cruciali per il partito livornese che, nella fase dell’analisi della sconfitta elettorale, si trova a ridosso della campagna elettorale per le prossime amministrative. fantozzigino@gmail.com

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