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venerdì 23 Agosto 2019

Il rapporto tra carta e pellicola al Fipili Horror Festival


(Donatella Nesti) Livorno, 29 aprile – Il rapporto tra cinema e letteratura è da sempre un legame indispensabile anche se non privo di difficoltà, non necessariamente infatti un bel romanzo diventa un bel film soprattutto quando si tratta di classici. Gli autori moderni sanno ormai che se le loro opere avranno successo verranno catturate dal grande schermo ed ecco che molti romanzi, specie i fantasy ed i noir, vengono scritti come fossero sceneggiature. Anche l’edizione 2018 del FIPILI Horror Festival non si sottrae a questo ‘matrimonio’ con il titolo”Festival tematico della paura e del fantastico tra cinema e letteratura”.
A Villa Maria Alessio Porquier ha presentato il ricco programma del Festival con il concorso dei cortometraggi, i numerosi incontri letterari, le proiezioni al Nuovo teatro delle Commedie ed al cinema la Gran Guardia e la importante conclusione con Donato Carrisi regista del ‘La ragazza nella nebbia ’ vincitore del David di Donatello 2018 come miglior regista esordiente. E’ seguito l’incontro con Pier Luigi Gaspa autore insieme a Marco Ciardi del libro ”Frankestein, il mito tra scienza e immaginario” moderatore Fabio Canessa.
Il libro della allora diciottenne Mary Shelley Frankenstein viene pubblicato anonimamente nel 1818 (con una prefazione del marito e una dedica al padre), ma nel 1823 esce in Francia una seconda edizione del romanzo, questa volta con il nome dell’autrice. Nel 1831, sempre sull’onda del successo del romanzo, viene pubblicata la terza edizione di Frankenstein, fortemente rivista dall’autrice. È maggio ma un clima impietoso imperversa sull’Europa. Il 1816 si appresta a passare alla storia come l’anno senza estate. Confinati nei lussuosi ambienti di Villa Deodati (Ginevra) quattro giovani inglesi passano il loro tempo a raccontarsi storie di fantasmi. Si tratta dei coniugi Percy e Mary Shelley, e di Claire Clairmont con il suo amante Byron: sarà quest’ultimo che proporrà di cimentarsi ciascuno nella stesura di un racconto del terrore. Sollecitata dall’eco di insistite conversazione sul galvanismo Mary Shelley imbastisce la storia di uno scienziato capace di infondere la vita assemblando brandelli di materia organica. Victor Frankenstein è il nome di questo scienziato: la leggenda del romanzo e della creatura maledetta di cui narra Shelley nascono più o meno in questo modo. Da qui nasce il mito di Frankestein, il vampiro di Polidori, fino a Dracula di Bram Stoker. Un’immagine iconica di Boris Karloff nel film di James Whale del 1931 ne ha fatto un mito moderno riproposto in infinite versioni cinematografiche.

I lungometraggi proiettati saranno The Void – Il Vuoto (The Void, Jeremy Gillespie, Steven Kostanski, 2017), un horror che sa intrattenere lo spettatore tramite giuste citazioni dei grandi maestri del passato (si passano in rassegna accenni Carpenter, Yuzna, Gordon, Fulci e lo splatter più spinto) ma con il merito di evitare il trend dell’utilizzo degli anni ’80 in modo piacione e scanzonato; Insidious – L’ultima chiave (Insidious: The Last Key, Adam Robitel, 2018): sarà un proiezione in anteprima dell’edizione home video, in collaborazione con Universal Pictures Italia. Dal 9 maggio arriverà in Blu-ray e dvd Insidious – L’ultima chiave, quarto capitolo della saga horror avviata da James Wan e coprodotta da Oren Peli per la Blumhouse. Quest’edizione includerà tra gli extra un finale alternativo, che sarà mostrato in anteprima al FIPILI Horror Festival. Il workshop “Scrivere un racconto di fantascienza” sarà a cura di Lukha B. Kremo, scrittore premio Urania 2015 e vedrà alcuni ospiti come gli scrittori P.G. Daniels e Linda De Santis.
Originale omaggio mattutino di domenica a George A. Romero. Un evento alle 8 – che rimanda all’emblematico titolo tutto italiano di La città verrà distrutta all’alba – comprensivo di colazione, per celebrare il regista di “La notte dei morti viventi” e “Zombi”. I cortometraggi in concorso saranno proiettati per tutto il pomeriggio al Nuovo Teatro delle Commedie e alle 17 lasceranno il posto alla masterclass di Anna Pastore, editor italiana di Stephen King per Sperling & Kupfer: questo appuntamento, che ben rappresenta la commistione perfetta tra cinema e letteratura, propria del FIPILI, avrà come passaggi obbligati il rapporto “speciale” di Anna Pastore col maestro del brivido americano, il ruolo dell’editor nell’editoria contemporanea e una riflessione sul passaggio, spesso critico, dalla letteratura alla pellicola dei romanzi di King. Modera l’incontro l’esperto di cinema, serie TV e narrativa, Michele Innocenti. Dalle 18:00 si collegherà con il festival Valerio Evangelisti, lo scrittore italiano più rappresentativo del genere fantastico in Italia con cui, in faremo un bilancio sulla fantascienza tra futuro, passato e politica. A chiudere il pomeriggio a carattere librario, alle ore 19:30 la giornalista e critica cinematografica Ilaria Feole presenterà il volume “Michele Soavi. Cinema e televisione”, un volume capace di percorrere cronologicamente e integralmente la carriera del regista da “Deliria” (1987) a “Rocco Chinnici” (2018). Alla redazione del volume ha partecipato anche Claudio Bartolini che si è occupato di scrivere i micro-saggi sulle opere dal 2008 a oggi. I lungometraggi proiettati nella giornata del 29 aprile saranno Deliria di Michele Soavi, Dark Waters di Mariano Baino alla presenza del regista e The Whispering Star di Sion Sono, in lingua originale con sottotitoli in italiano. I cortometraggi fuori concorso invece saranno il vincitore dell’ultima edizione del TOHorror Film Fest, Einstein-Rosen di Olga Osorio e Caruncula di Mariano Baino.

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