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2 Dicembre 2021

I vigneti di Acquabona (foto tratta da Acquabonaelba.it)

Il re è l’Aleatico ma volano tutti i vini isolani, le cantine dell’Elba sono già semivuote


(Stefano Bramanti) Livorno, 28 settembre 2021 – I vini elbani vanno a ruba. Quelli Doc e anche il “re dell’isola” l’Aleatico passito, unico ad avere la denominazione di origine controllata e garantita in Toscana. Risultato? Cantine semivuote per alcuni già ad agosto. Abbiamo sentito la tenuta Arrighi che ha pochi vini rossi e bianchi Doc, lo stesso per Allori, l’Acquabona, ha solo vini rossi e il passito. Idem per l’agricola Cecilia e le 100 rimanenze per le Ripalte. Rossi e passiti per Montefico e Aldo Appiani sentenzia: “Nessuna forza giovanile ci darà il cambio. Ci vorrebbero nuove aree a vigna ma sono bloccate da regolamenti. Creiamo un progetto comune tra produttori per rilanciare il comparto. Nel 1950 erano 5mila gli ettari coltivati, oggi 300”. Fu annunciato il problema mesi addietro ed erano rimaste in totale 43 mila bottiglie. Il Consorzio vini Doc diretto da Marcello Fioretti, aveva previsto tale débâcle e la sua Acquabona di Portoferraio, ora ha solo Aleatico Docg e alcuni rossi Doc. Idem per l’agricola di Antonio Arrighi a Porto Azzurro, un po’ di bianchi e rossi e stop. I motivi di questa situazione? La crescente domanda di nettari isolani perché i vini Doc sono di elevata qualità e tutti li vogliono, clienti, ristoranti, alberghi, bottiglierie. Un boom accompagnato da minore produzione negli ultimi due anni. Occorrono altre vigne ma è arduo ottenerle. L’azienda agricola di Guido Allori a Lacona ha cantine vuote già dalla fine di agosto. “Si- ci dice- e proseguono le richieste ma tutto è finito. Il futuro sarà incerto. Occorre produrre di più ma i terreni agricoli in pianura da sfruttare non ci sono, esistono piccole particelle inadatte e in collina i luoghi abbandonati sono protetti dalla legge”.. Analoghi problemi alla Cecilia di Marina di Campo se telefonate un audio informa: vini esauriti, è rimasto solo del rosso da invecchiamento.

Approfondisce il tema Aldo Appiani del Montefico di Rio Marina: “All’isola – dice- si consuma circa 25.000 ettolitri di vino nei 365 giorni, e un quarto è isolano. Abbiamo una produzione limitata rispetto alla grande richiesta che si è creata per la bontà dei nostri vini. Tutte le aziende agricole locali hanno standard di livello. Il nostro Consorzio deve creare un progetto comune, per trovare soluzioni; e pensare che nel 1950 erano 5000 gli ettari a vigna e oggi sono appena 300. Questo dice tutto. Per ottenere nuovi spazi ci sono vincoli, leggi, regolamenti e non esiste una politica per favore bene dello sviluppo agricolo. Adesso mi sono rimasti solo dei vini rossi e i passiti”. Ultima intervista a Carlo Ederle delle Ripalte di Capoliveri: “Confermo la crisi di produzione e i nostri vini sono quasi finiti, ne abbiamo un centinaio di bottiglie e dei vini di pregio selezionati. Il boom di acquisti di vini Doc elbani, il Covid, minori produzioni, anche per i danni da cinghiali, tutto ciò ha portato lo svuotamento delle cantine”.

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