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7 Aprile 2020

In arrivo un festival dedicato a Mascagni, Livorno vuole valorizzare i suoi figli


(Simone Consigli) Livorno, 19 febbraio 2020 – Chiusa da pochi giorni la mostra di Modigliani, vanno avanti i lavori della Settima commissione del Comune di Livorno all’insegna del nuovo brand culturale per creare economia e turismo. Riforma statutaria e parecchie tirate d’orecchi per la Fondazione Goldoni, alla quale si chiede un salto di qualità, nella formazione artistica, nella programmazione, affinché il Goldoni torni ad essere un teatro di tradizione, ma non solo, nomina del direttore, gestione delle risorse comunali, stop ai lavoratori esterni e soprattutto l’imbarazzo per la registrazione alla Camera di Commercio dello spettacolo Scenari di Quartiere, sono tutti elementi che fanno storcere il naso alla giunta.

Altro argomento all’ordine del giorno nella mozione presentata dalla consigliera Pd, Cristina Lucetti, il 17 febbraio, è il Festival mascagnano. I soldi sono stati trovati e la manifestazione ci sarà, nella discussione si è analizzata la figura del più grande compositore livornese Pietro Mascagni e la necessità di non rimandare ulteriormente il numero zero della manifestazione, che sarà dedicata al Mascagni artista e allo stesso tempo al Mascagni uomo, connesso al mondo. Secondo le prime analisi il Festival potrebbe essere associato ai circuiti degli altri Festival nazionali, il più citato è il Festival pucciniano a Torre del Lago ad agosto e il Festival mascagnano potrebbe essere collocato immediatamente dopo a settembre. Sono stati citati anche altri Festival, il Verdi a Parma, il Festival dei due mondi di Spoleto, il Rossini a Pesaro e il Donizetti a Bergamo.

Questo perché lo stato italiano prevede dei contributi economici in grado di organizzare una fondazione che possa ricevere i finanziamenti e organizzare il Festival. Per far questo è richiesto che il numero zero del Festival mascagnano vada a integrarsi con gli altri Festival e diventi parte del circuito. Il Festival Pietro Mascagni fu già approvato dalla giunta Nogarin ma il progetto non è mai stato attuato.

L’assessore Simone Lenzi ha invece dichiarato che i fondi sono stati trovati, quindi il Festival si farà ufficialmente e sarà l’occasione di riscoprire un altro grande livornese dopo Amedeo Modigliani, che avrebbe meritato negli anni più riconoscenza. Un’occasione che dovrà trovare pronta soprattutto la Fondazione Goldoni “vogliamo un cambio di passo” dichiara Simone Lenzi. Per le prossime nomine ci saranno delle modifiche statutarie per la Fondazione, saranno eletti due direttori, uno amministrativo e uno artistico, il primo da eleggersi attraverso i rapporti fiduciari con l’amministrazione, il secondo da scegliersi mediante bando di evidenza pubblica. E’ il settore amministrativo quello che desta più preoccupazioni alla giunta, in primis il caso di Scenari di Quartiere. Lo spettacolo di strada estivo, che in questi anni ha riscosso successi e partecipazioni, organizzato dalla Fondazione Goldoni, si è registrato autonomamente alla Camera di Commercio, diventando così un’impresa privata e un marchio industriale: “questo crea imbarazzo” denuncia Lenzi “non si può trasformare un bene pubblico in un bene privato e l’avvocatura civica si sta già occupando della situazione”. Un’altra criticità denunciata dall’assessore alla cultura è quella legata all’ingaggio del progettista della Fondazione Goldoni, contratto pagato dal Comune per 30.000 euro l’anno, in cui il direttore generale (ovvero per come stanno le cose in attesa delle nomine, il sindaco) ha un ritorno del 3% sui proventi dei progetti realizzati: “al momento questi progetti non hanno avuto un ritorno” commenta ancora Lenzi “comunque questo incarico a noi sembra inutile e insostenibile a livello amministrativo”. Al Teatro Goldoni l’amministrazione inoltre chiede di integrarsi in una rete di teatri di tradizione per fare il salto di qualità, ad esempio Lucca e Pisa. In questa maniera sarà possibile potenziare il cartellone di lirica in vista del Festival mascagnano. Viene richiesta al Goldoni inoltre una struttura formativa di alto livello, proponendo corsi di canto in attesa del Festival, perché “i corsi del Goldoni” dichiara la consigliera Lucetti “offrendo un livello medio basso non fanno altro che fare concorrenza sleale ai piccoli teatri del territorio e ai loro corsi di base”. Se il Goldoni non fa il salto di qualità i piccoli teatri del territorio rischiano di essere stritolati dal peso del più importante teatro cittadino, questo è un focus preso in considerazione nella riunione della commissione, anche per quanto riguarda il cartellone. In realtà il Comune di Livorno non può fare a meno della Fondazione Goldoni per organizzare nel migliore dei modi, sfruttando l’onda lunga della mostra di Modigliani, il numero zero del Festival mascagnano e si sta preparando per poterne sfruttare le qualità e le eccellenze, soprattutto il personale: “la Fondazione ha sicuramente le risorse umane per fare il salto di qualità che gli chiediamo e vogliamo che non faccia più ricorso a lavoratori esterni, il Goldoni deve tornare ad essere un teatro di tradizione”. Una curiosità, il nuovo titolo del prossimo Effetto Venezia sarà “Tutti i colori del mondo”.