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28 Settembre 2020

Pif va in guerra per amore


(Donatella Nesti) – Dopo il successo de ”La mafia uccide solo d’estate” Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, torna dietro la macchina da presa per un nuovo film che si svolge ancora in Sicilia ed affronta un momento storico poco noto all’interno della seconda guerra mondiale e dello sbarco degli americani in Sicilia. Il protagonista è ancora una volta un personaggio fin troppo ingenuo(lo stesso Pif) che non sembra accorgersi di quello che accade intorno preoccupato com’è di sposare la sua bella.

New York, 1943. Arturo Giammarresi, palermitano trapiantato in America, sogna di sposare la bella conterranea Flora, ma lei è già promessa a Carmelo, figlio del braccio destro di Lucky Luciano. L’unico modo per ottenere la mano di Flora è quello di chiederla direttamente al padre della donna, rimasto in Sicilia. E siccome anche gli Alleati stanno per sbarcare in Trinacria Arturo si arruola nell’esercito americano e approda nel paesino di Crisafulli dove comandano, in ordine sparso, la Madonna, il Duce, il boss locale Don Calò e un pugno di gerarchi fascisti. I destini di Arturo si incroceranno con quelli degli abitanti di Crisafulli e soprattutto di un tenente dell’esercito yankee, l’italoamericano Philip Chiamparino, entrato in guerra per amore del suo Paese e dotato di un senso alto dell’onore.
Il film ha due registri contrastanti, quello comico e favolistico farcito di gag eccessive e quello terribilmente serio dell’escalation della mafia grazie anche ai favori dell’esercito americano.”Lo sbarco degli americani nel’43 in Sicilia è un episodio storico trascurato”dice Pif ”che ha segnato la storia del nostro paese. Dai documenti dei servizi segreti USA risulta che la mafia è stata un loro interlocutore…. Ma stare con il male per fare del bene non funziona”
Il film è girato ad Erice per evitare luoghi siciliani già troppo noti e sfruttati da cinema e televisione e si avvale di bravi interpreti tra i quali Andrea Di Stefano, Sergio Vespertino, Maurizio Bologna, Miriam Leone ed a sorpresa arriva nel finale la denuncia, basata su un documento storico davvero importante, espressa in toni aulici, sottolineati da un commento musicale (di Santi Pulvirenti) forse eccessivo che distrae lo spettatore dal contenuto del comizio del boss locale che allude al sodalizio mafia-Democrazia Cristiana. Presentato in apertura alla Festa del Cinema di Roma il film è stato accolto con alcuni consensi ma anche critiche, qualcuno lo ha definito ‘un’occasione mancata’infatti i documenti autentici che vengono sottolineati nel finale del film e che dimostrano il supporto che gli USA hanno dato ai boss locali ma anche a Lucky Luciano, avrebbero meritato più visibilità.