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28 Settembre 2020

Cinema e letteratura sul grande schermo


(Donatella Nesti) – novembre. Il rapporto tra cinema e letteratura è da sempre un legame indispensabile anche se non privo di difficoltà, non necessariamente infatti un bel romanzo diventa un bel film soprattutto quando si tratta di classici. Eppure alcuni autori, specie gli inglesi dell’ottocento, continuano ad essere trasferiti sullo schermo non sempre con risultati entusiasmanti. Gli autori moderni sanno ormai che se le loro opere avranno successo verranno catturate dal grande schermo ed ecco che molti romanzi, specie i fantasy ed i noir, vengono scritti come fossero sceneggiature. Anche i capolavori della letteratura non sfuggono al destino di essere trasferiti sul grande schermo con risultati talora ottimi come accadde con Il Gattopardo e Morte a Veneziaentrambi di Luchino Visconti mentre la stessa vita di scrittori famosi diviene biopic o romanzo popolare. Tratto dal libro capolavoro di Philip Roth vincitore del Premio Pulitzer, è nelle sale AMERICAN PASTORAL di Ewan McGregor che interpreta anche il protagonista Seymour Levov detto “lo Svedese”. E’ un uomo che dalla vita ha avuto tutto: bellezza, carriera, soldi, una moglie ex Miss New Jersey (Jennifer Connelly) e una bambina a lungo desiderata, ma il cui mondo pian piano va in pezzi quando la figlia ormai adolescente(Dakota Fanning) compie un attacco terroristico che provoca una vittima. Come è possibile che una tragedia di questo tipo sia accaduta proprio alla persona che ha incarnato il Sogno Americano?
L’ultimo film del talentuoso cileno Pablo Larrain affronta nel film Neruda un momento della vita del grande Pablo Neruda ma non è un biopic ed il protagonista è rappresentato non solo come oppositore alla dittatura e grande poeta ma anche uomo sovrappeso e pieno di vizi. E’ il 1948 e la Guerra Fredda è arrivata anche in Cile. Al congresso, il Senatore Pablo Neruda (Luis Gnecco) accusa il governo di tradire il Partito Comunista e rapidamente viene messo sotto accusa dal Presidente Gonzalez Videla (Alfredo Castro). Il Prefetto della Polizia, Oscar Peluchonneau (Gael GarcíaBernal), viene incaricato di arrestare il poeta. Neruda tenta di scappare dal paese assieme alla moglie, la pittrice Delia del Carril (Mercedes Morán), e i due sono costretti a nascondersi. Traendo ispirazione dai drammatici eventi della sua vita di fuggitivo, Neruda scrive la sua epica raccolta di poesie, “Canto General”. Nel frattempo, in Europa, cresce la leggenda del poeta inseguito dal poliziotto, e alcuni artisti capitanati da Pablo Picasso iniziano a invocare la libertà per Neruda. Ciononostante, Neruda vede questa battaglia contro la sua nemesi Peluchonneau come un’opportunità per reinventare se stesso. Gioca con l’ispettore, lasciandogli indizi architettati per rendere più pericoloso e intimo il loro gioco tra ‘gatto e topo’. In questa vicenda del poeta perseguitato e del suo avversario implacabile, Neruda intravede per se stesso dei risvolti eroici: la possibilità, cioè, di diventare un simbolo di libertà, oltre che una leggenda
Vincitore a Venezia della “Coppa Volpi” al miglior attore per l’interpretazione di Oscar Martinez e candidato argentino alla corsa agli Oscar è IL CITTADINO ILLUSTRE di Mariano Cohn e Gastón Duprat. Dopo aver rifiutato grandi e prestigiosi riconoscimenti in tutto il mondo, il premio Nobel per la letteratura Daniel Mantovani accetta di recarsi in visita nella propria città natale in Argentina, luogo che è stato fonte di ispirazione per tutti i suoi libri. Ben presto, si renderà conto che accettare l’invito è stata la cosa peggiore che potesse capitargli, dal momento che avrà a che fare con le imprevedibili persone sulla base delle quali ha costruito i personaggi dei suoi romanzi.