Vai a…

Costa Ovestsu Google+Costa Ovest on YouTubeCosta Ovest on LinkedInCosta Ovest on TumblrRSS Feed

21 Ottobre 2020

Incidente sul lavoro, operaio perde la vita a Pisa


Pisa, 14 febbraio – Un operaio di 39 anni, Alessandro Colombini, ha perso la vita cadendo da un ponteggio alto circa dieci metri all’interno di un cantiere navale di Pisa, il Seven Stars, situato sul canale dei Navicelli nella Darsena pisana. L’uomo lavorava come saldatore per una ditta di carpenteria che opera in appalto, la Mp Metal di Cascina, ditta che sta effettuando degli interventi su uno yacht in refitting.
Il fatto è accaduto durante il turno notturno. Sul posto sono arrivate delle ambulanze inviate dal 118 ed i Carabinieri. Della tragedia si stanno occupando anche i funzionari della Medicina del Lavoro dell’azienda sanitaria Toscana Nord Ovest. Il cantiere è stato posto sotto sequestro.
Il presidente della giunta e la Regione Toscana si sono stretti intorno alla famiglia di Alessandro Colombini, l’operaio di 39 anni morto la notte scorsa.
Nell’esprimere le condoglianze alla famiglia il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha sottolineato come purtroppo la lista degli infortuni mortali si allunghi ancora una volta e ha ribadito che è inaccettabile morire di lavoro, sul lavoro. Inoltre l’impegno per la sicurezza e la diffusione di una cultura della sicurezza deve essere intensificato. E questo è un compito che spetta alle istituzioni e a tutti gli altri soggetti del mondo produttivo.
Il presidente ha ricordato che la Regione ha messo in campo risorse ingenti e anche uomini e mezzi per arrestare la piaga delle morti sul lavoro. Ma questo non basta. La mortalità ha raggiunto una nuova soglia di cronicità. Occorre un nuovo patto tra capitale e lavoro per mettere al centro la vita e la sicurezza delle persone. La crisi ha intensificato lo sfruttamento e ha spinto alla deregolazione delle tutele. Conquiste che sembravano acquisite per sempre non lo sono più. La distanza tra i principi della Costituzione e le condizioni materiali del lavoro è sempre più grande. Questo riempie di dolore e sofferenza. Serve però trasformare questa emergenza, come in altre circostanze è avvenuto, in un nuovo punto di partenza per una nuova stagione dei diritti dei lavoratori.