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17 Gennaio 2021

Incontro con Graziella Priullo e il suo ultimo libro


Livorno, 8 maggio 2018. Cosa accadrebbe se una extraterrestre, un’abitante del pianeta Venere, arrivasse in Italia e scoprisse che sulle questioni di genere il nostro non è un paese così evoluto come vorrebbe far credere? Meglio spiegarglielo prima. Con una lettera che è come una guida turistica ai luoghi comuni sessisti nei quali (inevitabilmente?) si imbatterà. “Ciascuno di noi – spiega Graziella Priullo l’autrice del libro “Viaggio nel paese degli stereotipi. Lettera a una venusiana sul sessismo”, pubblicato da Villaggio Maori, che sarà presentato giovedì prossimo, 10 maggio, alle 16,30 nell’aula magna del liceo scientifico Enriques di via della Bassata 19/21 – quando cede ai luoghi comuni, quando ragiona per stereotipi, oppure quando fa finta di niente, porta il suo mattoncino alla costruzione delle discriminazioni. Il caso del sessismo lo dimostra. E la prima e la più importante delle polarità che contrappongono gli esseri umani collocandoli in una gerarchia fasulla, costruita perché la differenza si trasformi in disvalore”. L’auspicio è che una volta letto questo libro, dizionario dei luoghi comuni del ventunesimo secolo, “non si dovrebbe avere più il coraggio di parlare – come scriveva Flaubert -, per paura di dire, senza rendersene conto, una delle frasi in esso contenute”.
“Che cosa fai nella vita?” “Getto sassi nello stagno” “Insomma, fai buchi nell’acqua?” “Certo, ma anche tante piccole onde”. Sociologa, saggista e femminista, Graziella Priulla sceglie queste parole di Friedrich Nietzsche per spiegare la sua attività, che la porta a solcare l’Italia in tutte le direzioni per parlare con tutti (ma soprattutto con discenti e docenti di scuole e università) di questioni di genere e dei libri nei quali affronta questi temi, ma anche trae spunto dagli incontri per scrivere altri libri. “Lettera a una venusiana sul sessismo” è un divertissement, nato proprio raccogliendo i luoghi comuni che emergevano durante i dibattiti nelle scuole, a partire dai titoli che venivano dati agli incontri fino alla «sequela di banalità» che provengono “dalla pancia”: l’ovvio difficile da estirpare, che diventa un po’ più facile da scalfire se usi l’ironia.
Graziella Priulla, è ordinaria di “Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi” presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania. Afferisce al dottorato di ricerca in “Profili della cittadinanza nella costruzione dell’Europa”, Università di Catania. È membro del Comitato scientifico del centro interfacoltà “Fernand Braudel”, Università di Catania. Tra i suoi interessi di ricerca: l’informazione, la pubblicità, i consumi culturali e la comunicazione pubblica (in particolare, i temi legati al linguaggio scritto e a quello iconico).
L’ incontro del pomeriggio, che segue quello del mattino, (alle ore 11 presso Aula Magna IIS Vespucci-Colombo-Via Giuseppe Chiarini, 1 Livorno) è promosso dalla Associazione Evelina De Magistris, nell’ambito del Progetto “Pomeriggi all’Enriques” e del programma “Scuola e Città 2017/18” del Comune di Livorno