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venerdì 17 agosto 2018

Inizia alle Sughere il 2018: due tunisini arrestati per spaccio di droga


Livorno, 13 gennaio. Due fratelli di nazionalità tunisina (B.S.T.T., 48enne e B.S.F.H., 44enne) sono stati tratti in arresto nella serata di martedì scorso dalle Fiamme gialle del Comando Provinciale di Livorno che stavano controllando le vie del centro cittadino, tra piazza Cavour e piazza Attias, per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti. E’ stato proprio mentre stava vendendo ad un cliente una dose di eroina, che il 48enne è stato individuato da finanzieri del 1° Nucleo Operativo del Gruppo della Guardia di Finanza livornese con due dosi di droga (circa un grammo di cocaina) e oltre due confezioni di mannitolo, sostanza solitamente utilizzata dagli spacciatori per “tagliare” la cocaina. Il tunisino fermato, già noto, insieme al fratello, alle forze dell’ordine per attività relative allo spaccio di droga, ha cercato di evitare che fosse perquisito l’appartamento in città, che condivideva con il fratello, dichiarando ai militari di abitare in un indirizzo diverso da quello reale. Ma i finanzieri non si sono lasciati ingannare, hanno individuato e proceduto all’immediata perquisizione dell’ appartamento dove vivevano e dove è stato rinvenuto un vero e proprio bazar per lo smercio di sostanze stupefacenti. Abilmente nascosti tra alcuni vestiti, quasi un etto di droga (principalmente cocaina ed eroina divisi in 4 involucri, alcune dosi di marijuana e hashish, un bilancino di precisione, diversi dischetti di cellophane, già pronti per il confezionamento in dosi ed altro materiale. Perquisiti, su di loro è stata rinvenuta la somma di 750 euro in contanti e in banconote da 50 e 20 euro, molto probabilmente il ricavato di precedenti cessioni di stupefacenti ai loro clienti. Immediato l’arresto, disposto dalla Procura della Repubblica di Livorno, sostituto procuratore dottor Daniele De Rosa, e il trasferimento al carcere “Le Sughere” per l’entità delle sostanze e il materiale rinvenuto e sequestrato, la flagranza nello spaccio per uno dei due e l’ammontare del denaro contante, malgrado risultassero inoccupati e nullatenenti. E’ stato evitato che la droga finisse anche tra i giovanissimi.

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