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28 Settembre 2020

Interconnettiamoci, ma con la testa: come difenderci dalla Rete


(Angela Simini) Livorno, 31 maggio. Se Internet apre una finestra sul mondo (ed è questo il suo fascino) è anche vero che dal mondo entra attraverso Internet anche la malevolenza. E’ proprio questo che i giovani non sanno, e talvolta neppure gli adulti. Purtroppo le conseguenze stanno assumendo dimensioni, oltre che planetarie addirittura tragiche: si parla di suicidi, bullismo, pedofilia, diffamazione, gogna mediatica, ma anche di furti e di azzeramento di conti correnti, si parla di furbi e di ingenui che cadono nella “rete”.
Di mettere in guardia gli utenti della Rete, in particolare giovani, si è fatto carico l’ingegnere informatico Piero Fontana, socio del Lions Club di Cecina, Distretto 108 La Toscana, che dal 2016 incontra gli studenti dei plessi scolastici della Toscana. A Livorno l’imput è stato raccolto dalla presidente della Fidapa, dottoressa Giuseppina Bombaci, che ha fatto da apripista su questo settore in collaborazione col Lions Club di Cecina, promuovendo l’interessantissimo incontro “Interconnettiamoci …ma con la mente”, che si è svolto all’Hotel Palazzo ed al quale hanno partecipato anche numerosi studenti.
“Oggi non possiamo più fare a meno di Internet, quindi non serve demonizzarlo o pensare di allontanarlo dalla nostra quotidianità, ma bisogna conoscerlo e saperci difendere, perché Internet è purtroppo come il mondo reale, ha le stesse regole che, se non si rispettano, si ritorcono contro di noi” ha dichiarato in apertura il colonnello Piero Fontana, che ha intrattenuto con grande competenza, ma anche con semplicità e vivacità il pubblico al quale , si può dire che abbia aperto un mondo per lo più insospettato. Seduti davanti al monitor e attirati dalla velocità con cui si possono immettere dati, contattare amici e sconosciuti, pensiamo di essere in diritto di fare tutto: dare appuntamenti a sconosciuti col volto di “agnello” e invece sono lupi, ad esempio. E questo vale soprattutto per i giovanissimi di ambo i sessi che si trovano poi indifesi di fronte al seduttore o al pedofilo. Ed è pericoloso dare informazioni private (numeri di cellulari, care di credito, numeri di conti correnti), inviare foto personali, attraverso le quali si mostrano anche oggetti di valore della casa e indicare successivamente e ingenuamente i nostri periodi di ferie: c’è chi si è trovato la casa svaligiata o il conto corrente azzerato. Inoltre c’è il male che possiamo fare agli altri pubblicando, ad esempio, foto “imbarazzanti” di altre persone, e quando si è messo qualcosa in rete è impossibile toglierlo nel giro di poco tempo, per cui, se si tratta di bullismo o di pornografia, si può danneggiare irrimediabilmente una persona. Sottovalutato è anche il fenomeno della doppia personalità e del rischio di trasformarsi in aggressore, che sembra facilitata dal fatto che, non vedendo la sofferenza altrui, tutto appare più semplice. Dunque serve il rispetto delle regole, serve difendersi ( polizia postale ad esempio) e bisogna sempre tener conto che anche la forza pubblica segue la rete e può rintracciare cyberstalking, cyberbullismo e cyberpedofilia. Per fortuna ci sono le leggi, in base alle quali anche un minore è imputabile.
“E soprattutto ricordate che il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, ma è una macchina stupida che funziona bene solo nelle mani delle persone intelligenti”, con questo messaggio il colonnello Piero Fontana ha concluso questo necessario e improcrastinabile incontro. asimini@alce.it