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29 Settembre 2020

Isabelle Huppert protagonista de “Le cose che verranno” di Mia Hansen Love


(Donatella Nesti) Nel mese di maggio il cinema Arsenale di Pisa dedica un omaggio ad Isabelle Huppert, straordinaria attrice vincitrice del Golden Globe come migliore attrice nel film drammatico “Elle” di Paul Verhoeven. Il film che sarà proposto in versione originale con sottotitoli in italiano, è stato definito dal critico Francesco Alò del Messaggero come “un film di più di due ore avventuroso, spiazzante e spiritoso, tratto dal romanzo “Oh…” di Philippe Djian. Paul Verhoeven con Elle , recensito dal nostro giornale, ha avuto il coraggio di sfidare una grande attrice a esplorare il cuore di tenebra della sessualità femminile. Isabelle Huppert è la protagonista di un altro film in programmazione nelle sale “Le cose che verranno” (L’AVENIR) un film della giovane regista Mia Hansen-Love.
Nathalie(Isabelle Huppert) insegna filosofia in un liceo di Parigi. Per lei la filosofia non è solo un lavoro, ma un vero e proprio stile di vita. Un tempo fervente sostenitrice di idee rivoluzionarie, ha convertito l’ idealismo giovanile “nell’ ambizione, più modesta, di insegnare ai giovani a pensare con le proprie teste” e non esita a proporre ai suoi studenti testi filosofici che stimolino il confronto e la discussione.
Sposata, due figli e una madre fragile che ha bisogno di continue attenzioni, Nathalie divide le sue giornate tra la famiglia e la sua dedizione al pensiero filosofico, in un contesto di apparente e rassicurante serenità. Ma un giorno, improvvisamente, il suo mondo viene completamente stravolto: il marito le confessa di volerla lasciare per un’ altra donna, la mamma muore, i figli sono ormai cresciuti e Nathalie si ritrova, suo malgrado, a confrontarsi con un’ inaspettata libertà. Con il pragmatismo che la contraddistingue, la complicità intellettuale di un ex studente e la compagnia di un gatto nero di nome Pandora, Nathalie deve ora reinventarsi una nuova vita.
Il film inizia con la famiglia al completo in visita alla tomba di Chateaubriand sull’isolotto di Grand Be a 400 metri da Saint Malo e niente fa presagire quello che sarebbe successo pochi anni dopo quando ormai, non più giovane, Nathalie si deve reinventare la vita e lo fa con grande stile e consapevolezza senza mai rinunciare all’amore per la filosofia ed ai suoi studenti che invita a riflettere su frasi come “Se ci fosse un popolo di dei, esso si governerebbe democraticamente. Una forma di governo tanto perfetta non è adatta agli uomini” di Jean Jacques Rousseau
“Il destino di Nathalie e la sua forza di fronte alla rottura, è indissociabile dal suo rapporto con le idee, il loro insegnamento e la loro trasmissione. Non potevo avvicinarmi a ciò in modo aneddotico.” dichiara la regista “Inoltre, ciò che ha reso ancora più forte il mio desiderio di filmare una professoressa di filosofia che è assorbita dal suo lavoro, è la mancanza di libertà del cinema nel rappresentare gli intellettuali o i processi contradditori del pensiero. Ci sono pochi film dove apprendiamo quali giornali leggono i personaggi, a quali idee sono legati, i dibattiti politici che li animano. Ho sempre cercato di inserire i miei personaggi nel mondo ma Le Cose che verranno- l’Avenir è stata per me l’ occasione di assumere pienamente la relazione con i libri, con il pensiero.”
Il ruolo della protagonista è perfettamente ritagliato su Isabelle Huppert ” ho scritto il film pensando a Isabelle Huppert e dunque Nathalie è diventata l’ incontro tra ciò che è emerso dai miei ricordi, che ho visto e lei, Isabelle. La sceneggiatura de Le Cose che verranno-l’ Avenir si è scritta, per cosi dire, da sola, proprio nel momento in cui temevo il soggetto e i suoi effetti su di me. Il soggetto mi terrorizzava per una certa cupezza dovuta al fatto di essere una donna, ma che alla fine si è imposto. Se dovevo esplorare questo ambito dovevo farlo senza timore e senza autocensure. La paura, ad esempio, mi avrebbe condotto ad un finale più felice, con un incontro romantico. L’ autocensura, invece, poteva consistere nel rappresentare Nathalie diversa da un insegnante di filosofia. Più vi lavoravo più mi rendevo conto del legame tra l’ insegnamento della filosofia, cosi come ne avevo esperienza attraverso i miei genitori e quello che rappresenta per me il cinema. Ciò che mi è stato trasmesso e che io ho riprodotto, a modo mio, è la ricerca per ciò che ha significato”
ISABELLE HUPPERT è la Miglior Attrice dell’ Anno per il London Critics’ Circle Awards. The New York Times ha scritto “Guardando Le Cose che Verranno viene da chiedersi: Isabelle Huppert è solamente una grande attrice o la più grande attrice vivente al mondo?”. donatellanestiçlibero.it