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25 Settembre 2020

La Civinini, presidente del Tribunale di Livorno, a Strasburgo: “Sul caso Berlusconi legge applicata correttamente”


Livorno, 22 novembre – Lo Stato italiano si è affidato alla presidente del Tribunale di Livorno, Maria Giuliana Civinini, per farsi rappresentare e difendere all’udienza iniziata questa mattina davanti alla Grande camera della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, che all’esito del dibattitimento dovrà decidere sulla legittimità o meno dell’applicazione retroattiva della legge Severino a carico dell’ex premier Silvio Berlusconi, che quattro anni fa venne estromesso dal Parlamento e che oggi sarebbe pertanto non ricandidabile alle prossime elezioni politiche nazionali. In altre parole, la Corte europea deve decidere sul futuro politico del capo di Forza Italia, ch è consapevole dell’alta probabilità che la sentenza arrivi fuori tempo massimo.

Il governo italiano, rappresentante legale della Stato, si è affidato dunque alla magistrato Civinini, già membro del Csm ed ex dirigente dell’Eulex, il gruppo internazionale di giudici che fu incaricato di riportare la giustizia in Kosovo dopo la sanguinosa guerra civile nei territori della ex Jugoslavia, per farsi rappresentare. La Civinini è presidente del Tribunale di Livorno da sette anni.

La Civinini ha sostenuto che l’Italia “ha rispettato la Convenzione dei diritti dell’uomo e che nessuna violazione può essergli attribuita”. La decisione della decadenza da senatore e della sua ineleggibilità, ha affermato la Civinini, “non è stata arbitraria bensì nel rispetto delle leggi” ed è arrivata “al termine di una procedura che ha rispettato tutti i diritti di Berlusconi”. Ha dunque rifiutato l’idea che l’applicazione della legge Severino sia stata persecutrice o ad personam.

Il rappresentante legale di Berlusconi, invece, è l’avvocato Edward Fitzgerald, che ha sostenuto che “la legge Severino è stata applicata a fatti contestati per gli anni dal 1995 al 1998, ossia per un periodo antecedente di quindici prima che la legge fosse adottata”. Berlusconi, secondo Fitzgerald, “è stato privato del suo seggio con un voto in un Senato composto a maggioranza da suoi avversari” e secondo lui la decisione è stata di “natura politica” e non avrebbe fondamenti giuridici.

L’aula della Corte era esaurita. Quasi seicento erano le persone accreditate per l’udienza, di cui una quarantina di giornalisti, in gran parte italiani ma anche provenienti da Francia, Germania ed altri Paesi europei. Ad assistere sono arrivati anche gruppi di studenti, avvocati e giuristi da tutta Italia, ad esempio dalle università di Venezia, Padova, Lecce, Roma ed anche dall’estero, tra cui un gruppo proveniente dalla Russia.