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23 Gennaio 2021

La Fidapa, sul caso del piccolo Alfie e sul diritto alla vita


Livorno, 7 maggio. Sul caso del piccolo Alfie Evans, drammaticamente conclusosi con la sua scomparsa in Inghilterra, nei giorni scorsi, che tanto scalpore ha suscitato nell’opinione pubblica e nei mass media e che ha sollevato posizioni contrastanti, alcune delle quali da considerarsi pure speculazioni politiche, si sono levate anche voci scevre da qualsiasi forma di strumentalizzazione, come quella del Papa Francesco, che tutti conosciamo.
Anche la Fidapa BPW Italy ( Federazione Donne, Arti, Professioni e Affari), che in Italia ha il più alto numero di socie a livello internazionale e che, fin dalla sua costituzione nei primi del Novecento in America, si batte per la crescita della donna a livello culturale e sociale, volge il suo impegno a favore di tutte la fasce più indifese dell’umanità. Pertanto ha ritenuto di non tacere sulla sorte del piccolo Evans ed ha espresso a nome della sua Presidente Nazionale, Caterina Mazzella, un sentimento e un punto di vista nobile e coraggioso, indiscutibilmente libero da seconde interpretazioni e finalità, in piena sintonia con gli ideali della Fidapa BPW, in un documento, presentato da Angela Lucia Simini, presidente della sezione Fidapa di Livorno e giornalista di questa testata.
“La Fidapa Bpw Italy (Federazione Donne, Arti, Professioni e Affari) composta da circa 11.000 Donne Italiane – sottolinea il significativo documento – quale movimento d’ opinione indipendente, sente la necessità di esprimere ai genitori del piccolo Alfie tutto il sostegno e l’affettuosa vicinanza possibili in una vicenda che rasenta l’inverosimile e che li vede drammaticamente privati di ogni diritto di vita sul loro bambino, per le sentenze emesse dalle Corti Britanniche, ingiuste per la difesa della Vita. La Fidapa Bpw Italy contesta fermamente che la logica giuridica possa travalicare il proprio ambito fino a travolgere la piccola vita di Alfie, che finisce così per essere considerata una “vita di scarto” e come tale “non degna” di esser vissuta e che di fatto impedisce ai genitori di portarlo in Italia per tentare una cura. Nessuno può arrogarsi un simile diritto, il diritto alla Vita non può e non deve essere sacrificato ma va salvaguardato con priorità assoluta”. La presa di posizione della Fidapa, che si riferisce nell’ultima parte ai giorni in cui la polemica sul piccolo Alfie era al culmine e il bambino era ancora in vita, mantiene intatta la sua validità e così prosegue: “Tutte le donne della Fidapa Bpw Italy sono ancora vicine con grande apprensione ai genitori del piccolo, in questa lotta per la vita e auspicano che al più presto Alfie possa raggiungere il nostro Paese che lo accoglierà come cittadino italiano, essendo stato già deliberato dal CDM il conferimento in suo favore della cittadinanza italiana. L’inattesa sopravvivenza di Alfie dopo tre giorni dal distacco dei macchinari ha alimentato la speranza del mondo intero e dei genitori che non intendono arrendersi a perdere quell’ amore incondizionato ed unico che il loro bambino rappresenta, e la Fidapa Bpw Italy, composta di “donne di cuore”, che privilegiano i veri valori, desidera continuare ad essere accanto ai genitori del bambino con le preghiere di tutte le socie, con il loro affetto e con ogni iniziativa che si renderà utile e opportuna da promuovere anche in concerto con la IFBPW (International Federation of Business and Professional Women) alla quale la Fidapa aderisce come organismo internazionale, in difesa del diritto alla Vita e alle cure del piccolo Alfie”.