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25 Settembre 2020

Livorno, Federico Sgherri: una vita dedicata al mare e all’accoglienza


(Massimo Masiero) Livorno, 16 gennaio. Federico Sgherri, classe 1936, aveva dedicato la sua vita al porto. E’ stato comandante, capo dei piloti, collega e Maestro di tanti che hanno iniziato ad andar per mare. Il suo cuore si è fermato da poche ore e con lui viene a mancare una parte della storia marinara livornese. E tanti anni li ha trascorsi dedicandosi alla accoglienza dei marittimi che sbarcavano da paesi e terre distanti. Erano lontani da famiglia, figli e parenti e alla “Stella Maris” trovavano un approdo tranquillo e confortevole, locali a pochi metri dalle banchine, dove poter sostare qualche ora per telefonare, leggere e riposarsi. All’interno anche una cappella, un Crocifisso, una Bibbia. Uno spazio sereno che Federico aveva creato e a cui si dedicava completamente, in contatto con l’Ufficio Diocesano dell’Apostolato del Mare. Quello era diventato anche un luogo su cui fare affidamento per una necessità e un problema da risolvere perché Federico sapeva farsi ascoltare con la sua decisione persuasiva e la generosità, che tanti ormai conoscevano e apprezzavano. Qualità importanti e non comuni in un uomo, che aveva saputo condurre navi, guidarle e rischiare, anche quando soffiavano venti di burrasca, nel percorso dentro e fuori lo scalo livornese, come quando fece uscire dalla banchina il traghetto Moby Prince nell’ultima partenza. Carattere aperto, sempre disponibile, preparato, in lui era la modestia del sapere e la dote dei forti. Anche se era stato colpito anni or sono dalla scomparsa della moglie Wally, di cui ancora si ricorda la Livorno del volontariato. E su quella strada si è avviato percorrendola fino all’ultimo circondato dall’affetto dei figli Gabriele, insegnante, e Ubaldo, che ha seguito le orme del padre ed è vice-capopilota, delle nuore e dei nipotini. Era nato a Genova, da padre ufficiale di Marina e a Livorno era giunto da giovanissimo. Poi Accademia Navale, anche lui Marina Militare, Marina Mercantile, vincitore di concorso e quindi pilota in porto a 31 anni fino al 1997 (e dal 1993 capo pilota). Esperto della vela e delle realtà portuali era membro del Propeller e socio d’onore del Yacht Club per le due capacità di saper insegnare raccontando e esporre con semplice chiarezza gli argomenti della scuola del mare. Mancherà. I funerali domani, alle 15,30 nella chiesa Santa Rosa di via Machiavelli, parrocchia de La Rosa.