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27 Settembre 2020

La robotica educativa fa divertire gli alunni livornesi


(Ruggero Morelli) Livorno, 9 giugno. E’ molto frequente la richiesta di collaborazione alle scuole per far emergere o progredire un’idea e/o un progetto – teatro, sport, problemi sociali ecc. – che parta quindi dai bambini. E le scuole non possono recepire ogni richiesta perché è comunque una interferenza nei programmi obbligatori.
La robotica è stata molto ben accolta dalla scuola che ha elaborato ed approvato il progetto ‘’robotica educativa’’. Un nome un po’ roboante-difficile per un settore ancora poco conosciuto e che in genere è rappresentato da una immagine a forma di uomo metallico, come un essere che sostituirà le persone oggi addette a vari compiti e lavori.
Per fortuna nella nostra città ci sono sia un laboratorio di robotica che ricercatori ed insegnanti che sono tra i più accreditati del mondo nel settore per le loro realizzazioni: Scoglio della Regina e la Scuola Sant’Anna diretta dal professor Paolo Dario con la professoressa Cecilia Laschi.
Con loro la robotica ha dimostrato di poter migliorare la qualità del lavoro e della vita creando apparecchi piccoli con materiali morbidi e duttili.
Mercoledi mattina al Terminal Crociere c’è stata una festa a conclusione del lavoro svolto durante l’anno da 395 bambini. Erano presenti la vicesindaca Stella Sorgente e il direttore dell’istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna Paolo Dario.
Il progetto didattico “Codifica e Robotica Educativa” del programma “Scuola & Città” del Comune di Livorno è stato oggetto di una rassegna
nell’ambito di “Scuola&Città”. Ecco i nomi di alcuni dei progetti che le singole scuole hanno inventato: In strada sicuri – A caccia di alimenti sani – Clil content language integrated learning – Bibot – Coder bot gioco a scacchi.
I bambini, dotati di kit offerti dal Comune, hanno avuto la possibilità non solo di costruire e usare i robot ma soprattutto di sviluppare in modo integrato capacità di apprendimento.
La robotica educativa, informa una nota, si realizza con attività di laboratorio, sollecitando quindi il lavoro di gruppo su contenuti di grande attualità per i bambini/le bambine ed i ragazzi/le ragazze di oggi; quindi aumenta il coinvolgimento, la motivazione individuale e a collaborare con gli altri e le altre nel gruppo.
=”http://www.youtube.com/watch?v=hijm8xdxM3I” dare il video su www.youtube.com oppure attiva JavaScript sePer la fascia di età della scuola dell’infanzia è stato utilizzato il robot Bee-bot (istruibile ed azionabile con comandi semplici di direzione e di movimento) perché, in età prescolare, fare robotica educativa favorisce in particolar modo lo sviluppo delle abilità spazio-temporali (orientamento spaziale e ordinamento sequenziale).
Per i primi due anni della scuola primaria è stato utilizzato il robot Thymio che consente il passaggio graduale dalla dimensione ludico-esplorativa a quella, con istruzioni ancora iconiche, di programmazione vera e propria (di comportamenti del robot) con controlli che utilizzano anche dati provenienti da sensori (di prossimità, di rumore, di temperatura) eseguiti soltanto al verificarsi di eventi particolari (come la pressione di un pulsante), introducendo così all’utilizzo di istruzioni condizionali.
Per gli ultimi tre anni della scuola primaria è stato utilizzato il robot CoderBot che comprende anche una telecamera e un sintetizzatore vocale in grado di pronunciare piccole frasi scritte e che permette di passare gradualmente dai comandi iconici, ai comandi testuali più complessi per i quali è utilizzato lo standard blockly.; utilizzando questo robot, i bambini apprendono la scrittura di programmi con linguaggi testuali che permettono l’utilizzo di cicli (ripetizione di un certo numero di istruzioni) e condizioni (esecuzione di istruzioni in base alla verifica di una condizione impostata).’’
In sostanza i bambini hanno preso confidenza con i robot e li hanno usati come giochi per ricerche su temi di vita comune: il cibo, la strada ed il traffico, la conoscenza di le zone della città, le lingue. ruggeromorelli@libero.it