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martedì 16 ottobre 2018

La sala della Provincia dedicata al livornese Carlo Azeglio Ciampi


(Tonia Llantes) Livorno, 18 maggio 2018. Da oggi, 18 maggio 2018, la sala consiliare della Provincia di Livorno prende il nome di Carlo Azeglio Ciampi – data in cui, nel 1999, ha avuto inizio il suo settennato di Presidente della Repubblica Italiana – l’uomo che, come ha detto più volte Alessandro Franchi, presidente della Provincia di Livorno, si considerava “al servizio delle Istituzioni”, una figura di grande spessore istituzionale che ha dato lustro all’intera comunità livornese e provinciale. Un vero democratico. Un sincero antifascista.
I figli dell’ex presidente, Gabriella e Claudio (nella foto

Intitolazione della Sala Consiliare della Provincia a Carlo Azeglio Ciampi foto Simone Lanari

con Alessandro Franchi) hanno scoperto la targa che ricorda l’illustre padre, il quale, come ha sottolineato la figlia nel suo breve intervento, non ha mai dimenticato le sue radici e la sua città trasmettendone a tutta la famiglia il senso di appartenenza.
Il professor Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini, ha ripercorso il vissuto umano, politico ed istituzionale di Ciampi che l’ha portato da insegnante del liceo classico Niccolini di Livorno a Governatore della Banca d’Italia fino a ricoprire la più alta carica dello Stato.
Un riconoscimento, quello della Provincia di Livorno, che sembra voler riparare ad un torto fatto alla sua memoria dal gruppo consiliare grillino del Comune di Livorno che per voce del suo capogruppo, Marco Galligani, si è opposto alla intitolazione della Rotonda d’Ardenza a Ciampi definendolo “uomo delle banche e dell’euro” e “che per Livorno non aveva fatto nemmeno granchè”. Con lui si sono espressi a sfavore anche i consiglieri Giuseppe Grillotti (Livorno libera) e Marco Bruciati (Buongiorno Livorno), il quale ha voluto rimarcare il dissenso con una battuta “Ciampi sì, ma Piero”.
Ancora si ricorda questa vicenda che ha creato notevole imbarazzo in città, primo fra tutti al sindaco Filippo Nogarin, e alla sua giunta.
Tutto è partito dall’idea di Peppino Mancini, titolare dello storico ristorante “La barcarola”, dove il presidente si recava tutte le volte che capitava a Livorno, il quale ha pensato di raccogliere delle firme a sostegno della proposta di dedicare la Rotonda all’illustre concittadino. Filippo Nogarin e la sua giunta hanno accolto e deliberato. Da quel momento si è scatenata la bagarre, fino alla seduta consiliare del 9 novembre 2017, in cui il sindaco ha esclamato “Adesso basta! La speculazione in corso attorno alla figura istituzionale dell’ex presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, ha raggiunto livelli inaccettabili. Per questo ho deciso di ritirare la delibera”. A caldo, aveva detto ai suoi collaboratori: “No, sinceramente non me l’aspettavo, ma ne prendo atto”.
Tra le tante voci indignate sollevatesi per il ritiro della delibera, c’è stata quella di Francesca Archibugi, regista della fiction “Romanzo famigliare”, girata interamente a Livorno, amica e collaboratrice di vecchia data di Paolo Virzì: “Sono furiosa per il no a Ciampi. Livornesi dal sale in zucca, siete in tanti, ribellatevi a questi demagoghi”. Sembra, però, che una tale ribellione non ci sia stata: che la mancanza di sale, nonostante il mare, c’entri qualcosa?
Pensiamo che l’iniziativa del presidente Alessandro Franchi possa aver portato un po’ di consolazione alla signora Franca, l’amata moglie del presidente, la quale, a poche ore dalla morte del marito, avvenuta a Roma il 16 settembre 2016, dopo 70 anni di vita in comune, aveva confidato al Corriere della Sera: “E adesso, cosa farò adesso, dopo che avremo portato Carlo a Livorno? Sono vecchia, ho quasi 96 anni anch’io…e, sì, sono molto, molto provata”. Signora Franca, volevamo assicurarla che il suo Carlo, il nostro presidente, rimarrà nel cuore dei livornesi a dispetto delle diatribe di potere che non crediamo corrispondano al sentire collettivo di questa città. Facciamo nostre le parole del sindaco Nogarin “Io sono convinto che Livorno debba dedicare un luogo a Carlo Azeglio Ciampi…si tratta di un riconoscimento all’uomo che nonostante sia giunto a ricoprire la più alta carica dello stato repubblicano, è sempre rimasto legato alla sua città natale”. Tanto da voler farvi riposare le proprie spoglie.

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