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29 Novembre 2020

La scomparsa di Maria Mazzarino Sfriso


(Angela Simini) Livorno, 20 aprile – La notizia della scomparsa della professoressa Maria Mazzarino Sfriso, aveva 85 anni, si è diffusa a macchia d’olio tra i numerosissimi amici e personalità della cultura, della politica e delle istituzioni cittadine: è stato un passaparola doloroso, che ha colto tanti di sorpresa e che ha suscitato costernazione e tristezza. Oggi, al Cimitero dei Lupi, un incessante susseguirsi di persone affrante, sì, ma colpite dalla grande vivacità e dagli innumerevoli interessi espressi da Maria Mazzarino nella sua vita intensamente vissuta. Massimiliano Talini, presidente del C.E.L. (comitato Estate Livornese) nei primi anni 2000, così si esprime “ Gratitudine.. gratitudine è quanto dovremmo avere tutti per lei, una donna forte, che si è dedicata alla cultura e all’insegnamento e che ha avuto una enorme attenzione al mondo dei giovani, a partire da me, che l’ho conosciuta da adolescente, quando, da Pordenone, era appena arrivata a Livorno come insegnante di francese, ed ha aperto la sua casa a noi ragazzi provenienti da varie scuole ed abbiamo imparato ad amare la lettura. Ricordi bellissimi di amicizie, di primi amori, di gite in campagna e di studio…. Ed ha fatto tanto per la scuola e per l’Istituto Mascagni!”.
Maria Mazzarino, nata in Friuli, dove era presente il bilinguismo, ha portato con sé, come un imprinting, l’interesse per le lingue in quanto depositarie dello spirito di un popolo e di una comunità e ne ha diffuso la conoscenza e fatto sentire l’importanza. Ha fatto parte del Gruppo di Lavoro che ha scritto il D.A.I. (antologia critica) ed ha curato pubblicazioni di didattica e di critica, con la professoressa Eleonora Lucchesi Chiti ha scritto Let’s go. Insegnante di francese all’ITC Vespucci, ha seguito la contestazione giovanile a fianco dei ragazzi, dei quali comprendeva le richieste, ma che ha sempre ricondotto allo studio. Come preside dell’ ITG Buontalenti, ha aperto indirizzi nuovi, il Turistico e l’Ambientale, ma la cosa più significativa è che per prima in Italia, Maria Mazzarino ha concepito e realizzato l’alternanza “Scuola Lavoro”, prassi che oggi si è imposta nella scuola. Contemporaneamente alla presidenza dell’ITG Buontalenti, ha ricoperto la carica di Presidente dell’Istituto Pietro Mascagni, dal 1999 al 2001, ricoperta “con lode” possiamo dire perché Maria Mazzarino conosceva la musica e anche qui ha espresso il suo talento per la didattica: tra le prime persone a sostenere che la musica si può imparare anche in tenera età, si parla di bambini di tre e quattro anni!
Di lei il Maestro Stefano Agostini, docente di Flauto al Mascagni, ( e non è il solo) sottolinea la serietà e la generosità che ha dimostrato perché gli enti locali mantenessero i loro impegni nei confronti dell’Istituto in un momento delicato e importante.
Ha portato fino al Ministero l’istanza per la statizzazione dell’Istituto, infine nel 1999 è stata approvata la legge di riforma degli studi musicali che ha inserito gli istituti allora Pareggiati a pieno titolo nel sistema dell’Alta Formazione Musicale.
Il suo nome si lega anche al trasferimento dell’Istituto nella nuova sede del Palazzo Gherardesca, anche quando sembrava che ci fosse stato un ripensamento da parte della provincia.
Alla fine del suo mandato ha continuato ad essere vicina all’Istituto partecipando alla costituzione dell’Associazione Amici dell’Istituto Mascagni.
“ Oggi tutti la ricordano con affetto e partecipano al cordoglio della figlia Renata, docente dell’Istituto, e della famiglia”, così si sono espressi gli insegnati incontrati all’Istituto Mascagni, da Stefano Agostini a Graziano Polidori.
Inesauribile il suo impegno a vantaggio delle donne, attiva come sindacalista, ha preso parte al direttivo provinciale dell’UDI.
Un ruolo rilevante ha svolto in politica, dal PC al PD, perché vedeva collegate tutte le attività della vita. Maurizio Paolini ricorda con tanta commozione, ma anche con tanta vivacità i dieci anni in cui Maria è stata consigliera con li nella Circoscrizione 2.
Possono essere affini cultura, insegnamento, politica ed economia ?
Per Maria, come tutti la chiamano, evidentemente sì. Aveva visto lontano, aveva visto che chi vende educa al prodotto e al risparmio, aveva visto che un commercio forte sostiene tante attività in città: di qui il suo impegno nei consigli di amministrazione Coop (2 mandati) e di presidente della Sezione Soci Livorno dell’Unicoop Tirreno: la Sezione Soci Unicoop con la Cooperativa 8 Marzo, sosteneva il Manu Cinema e i Concerti di Musica da Camera all’Agip Teatro.
Il suo ritratto appare quello di una donna a 360°, ritratto che va a completarsi con una sua creazione, l’Atelier di Lettura (che prevedeva la presentazione di libri). La ricordiamo anche come socia fondatrice di ALA (Associazione Liberi Autori) che ha pubblicato ben 14 titoli e come socia fondatrice del Caffé della Scienza.
L’Associazione di Cultura Mediterranea Shardan, nella quale ha ricoperto prima il ruolo di delegata culturale, quindi di vicepresidente, attiva ed operosa fino all’ultimo, ne ricorda il dinamismo e la creatività.
Sembra inverosimile che in una personcina minuta come Maria potesse esserci tanta determinazione ed energia, forte anche nella terribile e dolorosa malattia che l’ha colpita e che ha sostenuto con tanta dignità fino all’ultimo.
La figlia Renata Sfriso, che ci ha aiutati a ricostruire tanti momenti della vita della madre, parla brevemente dei suoi affetti, del grande trasporto che provava per il nipote Florestano “ E’ stata una nonna molto presente, affettuosa e formativa”. asimini@alice.it