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2 Giugno 2020

L’altra donna di Modì, grande successo di pubblico per il libro sulla Hastings


(Angela Simini) Livorno, 5 gennaio 2020 – C’era da aspettarselo, data la attrattiva della proposta, ma la presentazione del libro “Beatrice Hastings, in full revolt”, svoltasi lo scorso venerdì 31 gennaio, ha ottenuto un successo inimmaginabile di pubblico, che ha letteralmente riempito la Sala degli Specchi di Villa Mimbelli. Molti sono rimasti in piedi nella sala attigua, attirati da una manifestazione inserita tra gli avvenimenti collaterali alla Mostra di Modigliani.
La sua uscita, annunciata ed attesa da tempo, faceva presagire la grande cura con cui si era compilato e interesse e curiosità erano al top. Tanto si è detto e si è fantasticato sulle vicende artistiche e sentimentali di Amedeo Modigliani, sugli aneddoti della sua vita dissoluta, che un testo dedicato a Beatrice Hastings (Londra, 12 maggio 1879; Worthing 30 ottobre 1943), grande ed irrequieta intellettuale inglese, scrittrice, femminista, poetessa e giornalista, della quale non si conoscevano gli scritti mai tradotti in italiano, ma della quale si sapeva che era stata amante di Modì dal 1914 al 1916 e che questi l’aveva più volte ritratta. Era naturale che suscitasse interesse e sana curiosità, quella che col gossip non ha niente a che vedere.

L’assessore comunale alla Cultura, Simone Lenzi, in apertura di serata, ha dato il là all’incontro, ringraziando i curatori del libro che, insieme alle altre iniziative della città, hanno consentito di recuperare il vero Modigliani, al di fuori delle caricature che lo dipingono alcolizzato, drogato ecc…. e di riportare la storia ad uno stato di realtà. E c’è un altro elemento sul quale gli autori stessi si sono soffermati ed è la libertà con cui hanno operato, al di fuori dei vincoli imposti spesso dall’editoria. Il libro è stato pubblicato e curato dal Caffé Letterario Le Cicale Operose, scritto dal titolare del Caffé, Federico Tortora, e da Maristella Diotaiuti, ambedue promotori degli eventi del Caffé, è corredato del capitolo “Beatrice Hastings ritratta da Amedeo Modigliani” composto da Anna Maria Panzera (storica dell’arte) e di un’antologia di opere inedite della Hastings tradotte per la prima volta in assoluto dalla giovane linguista e poliedrica artista Matilde Cini.

Ognuno dei curatori ha ampiamente motivato i criteri a cui si è ispirato nella stesura del testo, quindi ne è stata giustamente rivendicata libertà di impostazione. E’ un’opera creativa e che annuncia la “scoperta” di un personaggio a lungo misconosciuto, appunto Beatrice Hastings, un’intellettuale all’avanguardia con i tempi, indipendente e in rivolta con tutto ciò che, essendo codificato, pone limiti al pensiero, femminista e appassionata amante. E tra gli amanti ha avuto la ventura di intessere con Amedeo Modigliani una relazione intellettualmente e artisticamente elevata, la cui conoscenza ci restituisce un Modi diverso dall’aneddotica di tradizione.

|Gli interventi dei curatori del libro si sono armonizzati scambievolmente per cui tutto l’incontro è risultato particolarmente attraente e vivace. Ne è emerso il ritratto di una donna affascinante, interessata alla cultura fino agli ultimi giorni della sua vita, quando, vinta da una malattia dolorosa, si è suicidata. Per lei la scrittura era un modo di conoscere il mondo, un atto totalizzante, un modo per intervenire sui problemi sociali a cui si appassionava. Ha scritto capitoli straordinari per la veemenza con cui si scagliava contro il capitalismo predatorio e contro la pena di morte, pagine di sorprendente femminismo moderno, un feminismo libertario di matrice anarchica ed esercitava il giornalismo in opposizione all’egemonia maschile. Insofferente delle tirannie, osteggiò stalinismo e fascismo, aiutò i fuoriusciti italiani, appoggiò la moglie di Matteotti e fu sorvegliata a vista anche da Mussolini. Dunque cadono le accuse di essere stata nazista, di aver simpatizzato per le teaorie Nietszche, di averne sposato le idee, soprattutto nell’arte.

Il libro nasce da una mole di lavoro ingente, è ben scritto, scorrevole, seppure documentato e preceduto per ogni sezione dalla dichiarazione dei metodi seguiti da ogni curatore. Ottima la scelta dei testi della Hastings, operata da Federico Tortorta, che si è dedicato alla ricostruzione biografica della scrittrice e da Mariastella Diotaiuti che ha evidenziato le molteplici modalità di scrittura e la sua visione del mondo. Anna Maria Panzera ha analizzato il rapporto tra la Hastings e Modigliani e il loro punto di incontro sull’arte e sul pensiero.

Di particolare interesse la conoscenza diretta delle parole della Hastings attraverso la voce di Simonetta Filippi, che ha fatto gustare la personalità ricca e penetrante di Beatrice. “ Il peggior nemico della donna è la donna stessa” dichiarava la scrittrice ed anche “in nessun momento della mia vita ho desiderato la maternità”, facendosi così paladina della maternità scelta dalla donna e non subita per convenzione e denunciando : “Le donne che dicono alle figlie che sono nate sotto un cavolo per nascondere la propria sensualità”.

Egregia pertanto è apparsa l’opera di traduzione di Matilde Cini degli scritti della Hastings, sconosciuta e non ancora tradotta in Italia. Un lavoro di prima mano dunque, che la Cini ha condotto in piena libertà e spirito indipendente, studiandosi di cogliere l’anima e la psicologia della scrittrice inglese “Trascorrendo giornate intere in compagnia di Beatric, delle sue idee e del suo immaginario, ho finito per avere l’impressione di conoscerla personalmente….E’ una donna straordinariamente vicina ai interessi, le mie esperienze, i miei interessi. Adesso quando parlo di lei, mi sembra quasi di parlare di un’amica d’infanzia. Io e Beatrice, la Beatrice che conosco, quella delle Oriole Notes e delle Feminine Fables, siamo praticamente coetanee”. Che cosa ha tradotto? Un Florilegio di opere scelte di Beatrice, tra cui anche poesie, che restituiscono vivezza di immagini di sensazioni, di ritmo talché sembrano nate in italiano. E con passione la Cini, di famiglia livornese, ha riversato la sua esperienza di vita trascorsa a Roma, Bruxelles, Londra, Barcellona, dove attualmente lavora simultaneamente come traduttrice, consulente, artista e frequenta un master di traduzione alla Universitad Pompeu Fabra. Scrive nelle Note di premessa “Il traduttore o traduttrice deve costantemente riscrivere le priorità dell’originale, prima ancora delle parole”. Fedeltà, dunque, rispetto del pensiero altrui. E fedeltà e rispetto, nonché entusiasmo hanno animato i curatori di questo libro, che ha la grande funzione di liberare finalmente Beatrice e Modì dalla aneddotica più superficiale e, direi, sfacciata, che ha gravato sui due personaggi.

Ma bisogna leggerlo, perché è una cavalcata storica appassionante e nello stesso tempo esatta dal punto di vista storico, arricchita da citazioni dirette, che non lasciano dubbi.

Leggerlo significa ricomporre i pezzi di un puzzle lasciato al caso, ogni falso mito, ripulito e corretto, riprenderà la sua strada, il suo posto.