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18 Settembre 2020

L’Anac dichiara incompatibile la guida dell’Autorità con quella della Porto 2000


(Marco Ceccarini) Livorno – Il dirigente Massimo Provinciali non può ricoprire l’incarico di segretario generale dell’Autorità portuale di Livorno e al tempo stesso essere presidente della società Porto 2000 e membro del Consiglio d’amministrazione dell’Autorità per il Lavoro sul porto di Livorno. Ad affermarlo è l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, presieduta dal magistrato Raffaele Cantone.
Immediatamente il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, ha riportato la notizia sul suo profilo Facebook, così commentando: “Nella sua delibera l’Anac sottolinea come questo doppio incarico renda di fatto impossibile l’attività di controllo e vigilanza che l’Ap dovrebbe svolgere su Porto 2000 e Alp e dà 15 giorni a Provinciali per scegliere quale ruolo ricoprire in esclusiva”. Nogarin continua: “Siamo stati noi (il Comune di Livorno, ndr) a porre il quesito ad Anac, non prima di aver sottoposto la questione al Comitato portuale, perché siamo convinti che lo smaccato conflitto d’interesse di Provinciali finisca per compromettere il corretto svolgimento di tutte le attività crocieristiche connesse alla Porto 2000. Non solo. La nomina di Provinciali rappresenta il tentativo da parte dell’establishment del governo del porto di agire al di sopra delle regole, rendendo di conseguenza pressoché impossibile ipotizzare un ricambio nei ruoli chiave”.
Secondo il sindaco di Livorno “sarebbe clamoroso se il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che sta lavorando per riscrivere la geografia dei porti italiani e scegliere i presidenti delle nuove Autorità portuali, decidesse di puntare su nomi già noti, magari membri di quello stesso establishment che ha determinato l’immobilismo dei nostri porti”. Al Ministero il primo cittadino chiede “coraggio di cambiare” e di “guardare al futuro”.
La risposta dell’Autorità portuale non siè fatta attendere. In una nota, si legge: “Al termine di un’istruttoria avviata ben più di un anno fa su iniziativa del sindaco di Livorno, l’Anac ha adottato una deliberazione con cui ritiene incompatibile il ruolo di presidente della Porto di Livorno 2000 con la carica di segretario generale dell’Autorità portuale di Livorno. Pur rendendoci conto che, in linea teorica, le due cariche hanno dei punti problematici, abbiamo cercato di spiegare ad Anac che si tratta di un incarico: temporaneo (fino a fine gara); straordinario (finalizzato a ’sterilizzare’ la gestione con cariche istituzionali, nel Cda è presente anche il segretario generale dell’altro socio, Camera di commercio); gratuito; attribuito alla luce del sole e in totale trasparenza, avendo coinvolto Comitato portuale, Collegio dei revisori e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; avente come scadenza la prima assemblea dei soci successiva alla cessione delle quote pubbliche”.
Il presidente dell’Autorità portuale afferma inoltre che l’Anac era stata invitata a non applicare i principi del Dlgs 8 aprile 2013 n.39 (detta le disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, ndr) in maniera “pedissequa e automatica” ma “tenendo conto della situazione concreta”. Una situazione concreta che, secondo Provinciali, non ha comportato alcuna conseguenza illecita, ma che invece, al contrario, “ha riportato nel porto di Livorno numeri importanti quanto a passeggeri ed a navi, nonché l’arrivo o il ritorno di primarie compagnie di navigazione, a partire dalla Msc e Royal Caribbean o Grimaldi, per non parlare dell’attenzione di operatori di livello mondiale sulla gara per la cessione di parte delle quote pubbliche della società”.
Nella nota si annuncia l’intenzione di impugnare la decisione dell’Anac. “Purtroppo non siamo riusciti a convincere l’Autorità”, si legge. “L’Autorità portuale, pur dando corso alla diffida, impugnerà la determinazione dell’Anac non tanto per difendere una posizione individuale, destinata comunque a lasciare il passo alla fine della gara in corso, quanto per stabilire il principio che applicare le norme come se fossero formule matematiche porta a disconoscere la sostanza dello Stato di diritto”.