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venerdì 23 Agosto 2019

L’apologia del consumo


(Marco Ceccarini) Livorno, 11 novembre – Che un sindaco di “sinistra”, nel caso Beppe Sala di Milano, riesca in una battuta a coniugare l’apologia del consumo con il pregiudizio antimeridionalista è un qualcosa che, nonostante ne abbia già viste di cotte e di crude, mi stupisce e mi conferma come tutto sia ormai sballato nelle categorie politiche odierne. Ma in quanto ha affermato ieri Sala durante un convegno organizzato dalla rivista Elle all’università di Milano c’è di più. Quanto ha detto Sala fa capire come certi personaggi facciano affermazioni senza neanche forse preoccuparsi di valutare e considerare, perché stento a credere che non lo sappiano, come funzionano le cose nei Paesi europei a noi più vicini o comunque a noi più assimilabili.
Commentando gli intendimenti del ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, avellinese, che ha affermato di voler mettere delle limitazioni alle aperture domenicali dei negozi, il milanese Sala ha detto: “Non vengano a rompere le balle a noi che siamo un modello che funziona con nove milioni di turisti”. E ha aggiunto: “Se la vogliono fare in provincia di Avellino, la facciano. Ma a Milano è contro il senso comune”.

Tralasciando il giudizio sul linguaggio usato, che pure non è da Accademia della Crusca, dispiace vedere che nella visione del mondo e delle cose di alcuni protagonisti della politica, ormai, prevalga la centralità del cittadino solo quando questo è anche consumatore, mentre questi stessi protagonisti non pongono alcuna attenzione, o riflessione, sulla liberalizzazione al ribasso degli stipendi e sulla compressione dei diritti che la deregolamentazione di orari e festività comporta.

In Austria, per la cronaca, i negozi di domenica restano chiusi, in Francia solo i proprietari degli esercizi commerciali possono lavorare, in Germania si rispettano non solo le domeniche ma tutti i festivi, in Spagna ciascuna comunità regionale stabilisce il numero di domeniche di lavoro che tuttavia, in media, non supera mai le dieci all’anno. Poi, naturalmente, ci sono le eccezioni, come i negozi turistici, le farmacie, le edicole, le panetterie ed altro. Ma mai o quasi mai queste eccezioni riguardano la grande distribuzione ed i negozi con dipendenti. Perché al centro del sistema commerciale, quasi ovunque in Europa, non c’è solo il diritto al profitto ma anche l’essere umano, con buona pace di Sala e di quelli che credono di essere di “sinistra” e neanche sanno che cosa è la “sinistra”.

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