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17 Gennaio 2021

L’attualità della robotica: Paolo Dario e Daria Majidi con gli studenti


(Ruggero Morelli) Livorno, 4 giugno 2018. Una sala gremita di studenti, di molti insegnanti e genitori alla scuola Tesei ha ascoltato, dopo un ricordo poetico di Alda Merini nell’anniversario della legge Basaglia, due conferenze sul tema del libro Donne 4.0. Il saluto del Comune di Livorno lo ha portato Susanna Cenerini, una giurista avvocato, che dirigendo il settore istruzione ha mostrato di ben conoscere il valore dell’insegnamento e della ricerca, il valore della integrazione tra discipline diverse.
Prima il professor Paolo Dario ha tracciato la storia delle quattro rivoluzioni industriali per giungere a descrivere l’attualità della robotica, ed in particolare della biorobotica, oggi favorita appunto dalla legge industria-impresa 4.0 approvata nel dicembre 2016. Subito dopo Darya Majidi, autrice del libro “Donne 4.0” ha indirizzato un forte appello a genitori ed insegnanti perchè usino parole e gesti nuovi e diversi verso le ragazze nel segno del superamento della diversità-minorità di genere.
Dopo l’era del vapore che ha favorito i trasporti con treno, quella elettricità che ha illuminato città e case, quella dei transistor con i comandi a distanza ed infine quella della connessione di tutti e tutto via web. Ingegneria, meccanica, elettronica e quindi la meccatronica come premesse per la robotica.
Le novità che oggi ormai ci vedono tutti legati e quasi dipendenti dal telefono cellulare che si è trasformato in un computer portatile, sono il frutto di intuizioni di appena undici anni fa. Il che fa riflettere sulla portata della innovazione-rivoluzione in così breve tempo.
I robot hanno invaso la nostra immaginazione negli anni dei primi film e libri di Asimov con forme simili all’uomo ed il timore di un superamento della nostra volontà ed intelligenza; ma oggi si è arrivati a capire la novità di robot soft, flessibili, piccoli e creati con materiali morbidi, adattabili ad ogni spazio e situazione, fino alle apllicazioni in chirurgia e riabilitazioni degli arti, all’aiuto nei lavori pesanti e pericolosi.
Lo studio degli animali e delle piante ha ispirato robot che possono integrarsi con la vita quotidiana nelle case e nella cura della salute e per la migliore qualità della vita, in particolare per gli anziani.
Dario con esempi pratici e ricordi di episodi buffi ha reso leggero il racconto che si insinua tra temi di alta tecnica e connessioni con la matematica, la filosofia e l’ingegneria. Si è soffermato sulla differenza tra conoscenza e scoperta come invito ai ragazzi ad essere curiosi e attratti dallo studio per arrivare a risolvere i problemi che ad ogni piè sospinto si presentano di fronte a noi.
Infine con il richiamo al nostro rinascimento del 1500, quando i Medici hanno favorito persone come Leonardo, Michelangelo, Raffaello e Brunelleschi e quindi la realizzazione di opere architettoniche uniche che ci fanno ancora essere un esempio da studiare, ha dimostrato che possiamo ancora essere noi italiani e toscani, costruttori di apparecchi che ci rendano tra i primi nel mondo.
Darya Majidi ha ripercorso le tappe dei suoi recenti dieci anni con la creazione di una sua azienda, di partecipazione a corsi universitari di alta specializzazione dopo la laurea in informatica, il matrimonio e la maternità. Non è stato facile superare pregiudizi anche da parte delle donne, verso il doppio ruolo di imprenditrice e moglie-madre e figlia. Molto l’ha aiutata la fiducia in lei del padre, un anziano generale persiano dotato di lungimiranza non comune e di una notevole cultura; forse anche per aver vissuto in nazioni diverse ed aver goduto di influenze da culture diverse. Ma soprattutto perchè lettore e studioso che ci ha ricordato il ruolo appunto di Cornaro Piscopia padre di Elena Lucrezia , prima donna laureata in Italia e nel mondo nel 1672, quando la chiesa non accettava ancora le donne nelle università.
E Majidi ha ricordato le tre C che l’hanno stimolata: cuore, coraggio e competenza. Dal 1946 con la Costituzione ed il voto, il cammino delle donne si è fatto intenso verso la parità, ma non è concluso ancora. Servono, ha detto Darya, nuove parole, nuovi gesti durante la educazione in famiglia e nella scuola per arrivare a considerare la donna eguale all’uomo, in tutti gli aspetti della vita.
Si è quindi passati alla premiazione dei ragazzi che hanno ottenuto ottimi risultati nelle gare su esercizi logico-matematici indette dalla università Bocconi di Milano e da quella di Modena.
ruggeromorelli@libero.it