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sabato 23 giugno 2018

“Le opere vanno realizzate”. Rossi sollecita il governo sulle infrastrutture


Firenze, 7 giugno 2018. “Non possiamo tornare indietro, ad una regione bucolica. Mentre in Toscana i macchiaoli, che amo molto, dipingevano le vacche di Coltano, in Francia gli impressionisti ritraevano le stazioni ferroviarie”.
Usa una similitudine artistica il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, per spiegare perché a suo giudizio occorre non tornare indietro sulle scelte compiute, ma è necessario completare le opere avviate e realizzarne una nuova.
Quelle avviate sono la Tirrenica “che oggi finisce in un tratturo che frena lo sviluppo di tutta la costa”, la terza corsia autostradale della A11 Firenze-Mare e la pista dell’aeroporto di Peretola, mentre quelle di nuova realizzazione è il sottoattraversamento dell’alta velocità ferroviaria “che serve ad evitare il conflitto con i treni regionali”.
“Alta velocità a parte, si tratta – ha precisato Rossi – di adeguamenti e modernizzazioni. Mi pare che circa la Tirrenica i 5 stelle si rifacciano agli accordi già presi con l’ex ministro Del Rio: sulla costa interverrà l’Anas per realizzare quattro corsie in sicurezza. Ed io mi batterò fino in fondo perché intervenga davvero. Perché la Regione Toscana su questo è portata per il naso da almeno una trentina di anni”. E anche sull’alta velocità il presidente ha ribadito le posizioni già espresse: “E’ stata fatta – ha osservato – in tante città italiane. Se qui non viene realizzata si confligge con i treni regionali. La Regione sta spendendo molto per il trasporto regionale su ferro, non abbiamo tagliato nessuna linea, abbiamo rinnovato tutti i treni e non possiamo accettare che l’alta velocità impedisca ai convogli regionali di accedere alla stazione di Firenze. Già adesso decine di treni dell’alta velocità che sostano a Milano e Bologna ci passano sotto il naso senza fermarsi a Firenze, il che non è cosa piacevole per i fiorentini e per tutti i toscani”.
Su aeroporto di Peretola: “Noi non facciamo un aeroporto nuovo – ha detto Rossi – Adeguiamo una pista per consentire un limitato sviluppo di uno scalo che oggi ha problemi di agibilità. Altrimenti credo che nel medio periodo andrà a chiudere, cosa che non è certo un bene per Firenze e la Toscana”.
Quanto al puntare al solo potenziamento dello scalo di Pisa, Rossi ha osservato che “può arrivare a sette milioni di passeggeri l’anno e non di più, per la presenza dell’aeroporto militare che pone questo limite. Pisa non è vicina a Firenze e del resto Peretola può raggiungere un suo limitato sviluppo, volando in sicurezza e agiatezza”. Ha poi aggiunto: “L’aeroporto di Firenze non l’ho inventato io. Adesso si deve decidere se procedere verso la chiusura o se si deve adeguare, ma non si possono tenere un aeroporto e una pista in quelle condizioni”. E una nota l’ha dedicata anche al tema-inceneritore, ricordando come “prima del Consiglio di Stato avevo espresso la mia opinione circa il fatto che nella Piana, che è giusto salvaguardare il più possibile, non vanno realizzate altre infrastrutture come l’impianto di incenerimento. Noi l’abbiamo salvaguardata mettendo sotto vincolo di non edificabilità un parco agricolo di 7.000 ettari e piantumando circa 300 ettari che contribuiranno a migliorare la qualità dell’aria”.
“Il ministro – ha concluso Enrico Rossi – non mi pare abbia detto che intende bloccare tutto, ma che vuole passare in rassegna le varie questioni, e penso che noi abbiamo buoni argomenti per trovare un’ottima intesa con il Governo”. Il presidente ha poi annunciato di aver invitato il Ministro Toninelli a partecipare al momento di riflessione sul Piano Regionale delle Infrastrutture e della mobilità, in programma a Firenze il prossimo 26 Giugno.
“Sarebbe l’occasione migliore – ha spiegato – per confrontarci su quella che è ad oggi la programmazione che la Toscana aveva condiviso con i precedenti governi. Sarà per noi un piacere informare il nuovo ministro sull’impegno che la Regione sta mettendo al fine di dare alla Toscana un sistema della mobilità che risponda alle esigenze di uno sviluppo necessario alla nostra gente, ma anche sostenibile”.

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