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24 Novembre 2020

Le Sacre Terre dei Fuochi di Francesco Tomassi


(Massimo Masiero) Livorno – Terre devastate e offese, deturpate e corrose da sostanze chimiche e rifiuti tossici delle discariche abusive dell’uomo, che le ha accese di roghi, ha distrutto la loro bellezza naturale e ne modificherà l’ambiente per profitti e ignobili guadagni. Eppure “Sacre terre dei fuochi”, dal titolo della mostra, che in 28 grandi tele ad olio, Francesco Tomassi, architetto con opere in tutto il mondo e lunga attività a Livorno e Pisa, ha voluto illustrare, questa volta come artista “intristito nel vedere la nostra Italia, sede di grande civiltà, manomessa e colpita dall’indifferenza e dall’incuria, così come le altre terre meridionali del mondo, eppur sacre perché in esse pulsanti di retaggi di splendide civiltà dimenticate”.
C’è una diversità dalla precedente mostra di dieci anni or sono al museo di San Matteo di Pisa, cui partecipò anche Vittorio Sgarbi. In quel periodo prevalevano nell’artista l’uomo e le sue tradizioni, adesso è emerso il groviglio di sentimenti e sensazioni, raffigurati in opere dove le emozioni si stemperano in colori tenui, ma efficaci in cui la presenza dell’uomo è dolorosa e esterrefatta di fronte all’oltraggio che subisce il territorio dove egli continua a vivere e a morire. E’ un mondo desolato, crudo, triste, da cui traspare un filo di speranza. E’ il tema che Tomassi ha affrontato nei suoi dipinti, dal 2013 al 2016 e che lo ha appassionato. E’ il mondo costretto ad affrontare le migrazioni, quello che suscita perplessità, paura, populismo, divisioni, che alza i muri, ma che crea slanci improvvisi e impensati di umanità e di solidarietà, su cui l’artista pone fiducia.
Le pennellate potenti e amare – sottolinea Ilario Luperini, storico dell’arte, curatore della mostra – fanno trapelare quella speranza nell’uomo, che sono il segno della sua forza e della dignità umana, che Tomassi, eredita dalla tradizione della grande pittura Toscana, di cui è testimone contemporaneo. E’ l’attualità della pittura e la sua urgenza nel rappresentare con i colori la tragedia delle terre in cui domina la mercificazione di ogni sentimento”. I titoli delle opere si ispirano a brani di Jorge Luis Borges. Tomassi donerà al museo civico Fattori una sua opera, realizzata nei primi anni ottanta, che raffigura la Terra Mascagni, ha annunciato l’assessore alla cultura del Comune Francesco Belais, che ha collegato il tema della mostra alla necessità di creare una barriera contro il degrado delle realtà urbane.
La rassegna, da domani, 22 settembre al 27 novembre, al Museo Giovanni Fattori, Granai di Villa Mimbelli, via San Jacopo in Acquaviva, 65, si inserisce nel progetto su “Fattori contemporaneo”, promosso dal Comune, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì orario 16-19, sabato e domenica10-13 e 16-19. Ingresso 3 euro. Gratuito sabato 24 e domenica 25 settembre per le Giornate Europee del Patrimonio. Info www.comune.livorno.it.

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