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26 Novembre 2020

Uno scorcio dell'ospedale di Portoferraio (foto d'archivio)

L’Elba non è più un’isola felice, tra settembre ed ottobre circa ottanta contagiati


(Stefano Bramanti) Livorno, 27 ottobre 2020 – L’Elba Covid free è ormai un ricordo: tra settembre e ottobre si va verso gli 80 contagiati e oltre 100 studenti sono finiti in quarantena perché fin dalla riapertura della scuola in presenza, si sono registrati casi positivi in certe classi dei vari paesi. Ma in concreto la situazione non è drammatica come in altri luoghi. I ragazzi prima detti sono quelli delle scuole superiori, del tecnico Cerboni e del Foresi con i licei e i corsi professionali. Scuole che resteranno chiuse per prudenza fino al 31 del mese e quindi è già partita la Dad, didattica a distanza telematica. E a complicare il clima di tensione, a Marina di Campo era stata evacuata, giorni fa, una scuola perché era scattato un allarme sulla sicurezza, ma per fortuna il fatto si rivelato privo di fondamento e gli studenti e il personale, che erano stati fatti uscire dai pompieri, dopo una analisi di tutto l’edificio sono stati fatti rientrare. Oltre a ciò una signora straniera è stata trasportata in elicottero a Livorno, anch’essa affetta da coronavirus.

L’ Asl, i dirigenti scolastici e i sindaci dell’isola, sono in continuo contatto per gestire ogni aspetto e vengono svolte verifiche con tamponi. Resta quindi forte l’appello rivolto al tenere comportamenti corretti anti contagio, il noto distanziamento, l’uso accurato della mascherina e la sanificazione delle mani e degli ambienti. Vietati quindi assembramenti e non a caso sono state anche prese altre restrizioni governative nel tentativo di limitare il diffondersi del virus. Circa l’uso scorretto di mascherine solo il comune di Porto Azzurro ha elevato qualche multa e già ad inizio di anno scolastico, da più parti si lamentava il fatto che, mentre i ragazzi risultavano ben inquadrati dentro le scuole, luoghi potenzialmente sicuri, in quanto venivano applicate tutte le regole anti contagio, appena usciti dai plessi classici sparivano, in molti casi le mascherine e i ragazzi con entusiasmo, per il fatto di rivedersi, formavano assembramenti in vari luoghi ed anche sul bus, per tornare ai rispettivi paesi. Ma anche adulti non hanno fatto la dovuta attenzione alle regole. Problemi complessi, difficili da gestire esistendo la completa e libera circolazione delle persone. Ci vorrebbe una sorta di auto nuovo lockdown, su base volontaria, nel senso che ci può e vuole dovrebbe limitare al massimo gli spostamenti. Ma i fatti dicono tutto, il virus è più forte delle regole, l’economia va a picco e poi il contagio è agevolato dagli umani che non le amano le restrizioni della libertà, nemmeno se potrebbero salvare la vita.

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