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giovedì 14 dicembre 2017

L’ippodromo Caprilli chiude, il Rivellino trasloca


(Massimo Masiero) Livorno, 29 novembre. Il futuro della città in due eventi, verificatisi nelle stesse ore in due luoghi diversi: la chiusura definitiva (speriamo di no) dell’ippodromo Federico Caprilli, gioiello dell’ottocento mondano dell’allora Montecatini a mare, sulla passeggiata lungomare del viale Italia e della Rotonda d’Ardenza, verde pineta, cara al Fattori e ai macchiaioli, e l’apertura verso una nuova vita dell’impianto di depurazione delle acque del Rivellino, che sarà trasferito nella zona industriale a nord della città, per liberare il complesso di fortificazioni del settecento, nella cinta muraria del Pentagono del Buontalenti, con il Forte San Pietro, e recuperare i sette ettari di spazio all’accoglienza di turisti e quindi dare alla città occasioni in più per il rilancio culturale, monumentale ed economico.
Un nuovo progetto che si apre al futuro per migliorare l’ambiente e il volto antico della Venezia settecentesca e un trapasso che chiude un passato glorioso della città, riferimento di generazioni di livornesi e di foravia appassionati delle corse al galoppo in un magnifico impianto, considerato tra i più prestigiosi d’Europa, che negli ultimi tre anni si è avviato verso il degrado, l’abbandono e il completo disfacimento.
E’ l’emblema di una città che cerca, adesso con tanta voglia di riscatto, dopo nuove situazioni politiche e economia disastrosa, di voltare pagina e di trovare una strada diversa da percorrere per uscire dal decennale languore, in cui è precipitata. Un gruppo di cittadini, riunitisi nella associazione “per la rinascita di Livorno”, ha voluto rilanciare propositi, ideali e progetti, in accordo con le istituzioni, per il recupero di nuovi spazi antichi della città medicea. Nelle stesse ore i sindacati, hanno lanciato, in un documento in cui si annunciano l’apposizione dei “sigilli” alla struttura, un accorato messaggio alle stesse istituzioni della città, per chiedere interventi a favore dell’ippodromo Caprilli, un altrettanto antico e prestigioso spazio di città sul mare, che si è chiuso, ma essenzialmente per i lavoratori senza ammortizzatori sociali da fine anno. E’ lo stesso degrado da cui si vuol uscire per rilanciare il futuro economico, industriale, turistico e sociale della città. Due eventi, che possono diventare altrettanti messaggi di speranza. Per il trasferimento del Rivellino le istituzioni hanno trovato, nel dibattito avvenuto nel “garbato salotto” de “Il Tirreno” come detto dal direttore Luigi Vicinanza, l’accordo nel realizzarlo in tempi non brevi (si è accennato al 2024), mentre per il recupero del Caprilli e delle sue preziose aree verdi, l’interrogativo sul loro utilizzo permane. Alle Istituzioni il compito e il dovere di interessarsene.

masierolivorno@gmail.com

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