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26 Settembre 2020

Livorno. Commissione d’indagine comunale sulla gestione d’emergenza alluvione


(Massimo Masiero) Livorno, 20 settembre. “Non lasceremo soli i livornesi e continueremo a lavorare a testa bassa”. Ha detto il sindaco Filippo Nogarin nel suo intervento d’apertura dei lavori del consiglio comunale riunito per discutere sugli eventi meteo della notte tra il 9 e 10 settembre. Dopo aver relazionato sui fatti ha ringraziato tutti coloro che si sono impegnati nei giorni scorsi. A chiusura: “Voglio scusarmi davanti alla città e ai parenti delle vittime di questa disgrazia. E anche per il siparietto fuori luogo che ha visto protagonisti me ed il vescovo nel giorno dei funerali di alcune delle vittime. Ho commesso un errore in una giornata di lutto con una polemica sterile, inutile e inopportuna”. Nogarin ha poi ricostruito i fatti di quella tragica notte ribadendo di essere stato avvertito dal suo capo di gabinetto. Ha sostenuto che la responsabilità va fatta risalire alla cementificazione degli ultimi anni (fino a 50), al rilascio delle licenze edilizie e all’evento catastrofico imprevisto, pertanto niente dimissioni. La discussione che né è seguita si è sviluppata in oltre cinque ore, durante le quali le opposizioni non hanno risparmiato critiche al comportamento considerato inadeguato del primo cittadino. A conclusione del dibattito, chiesta dalle stesse opposizioni, è stata approvata l’istituzione di una commissione d’indagine sulla gestione dell’emergenza sulla quale ha concordato anche il sindaco e quindi anche i consiglieri pentastellati. E’ stata approvata all’unanimità ed è composta da dodici consiglieri dei vari gruppi. Trenta giorni di tempo per concludere i compiti assegnati. La mozione di sfiducia ha raccolto quattordici firme e non quelle di Buongiorno Livorno e naturalmente del M5s. E’ stato espresso il rammarico e ricordate con commozione le vittime, le persone rimaste senza casa e il grande contributo dei giovani volontari. Momenti anche aspri nel dibattito, durante il quale si è sottolineato che la richiesta delle dimissioni erano da considerare un segnale politico per il comportamento inaccettabile prima, durante e dopo la tragedia. Spetterà poi alla magistratura, è stato detto, fare il suo corso ed accertare le eventuali responsabilità penali. Stigmatizzata anche la leggerezza con cui Nogarin si è posto di fronte ai mezzi di comunicazione nazionali e locali con dichiarazioni fuori luogo. Giuseppe Grillotti, Livorno Libera, ha aperto il fuoco delle critiche sostenendo che è mancata l’informazione alla cittadinanza, c’è stata disorganizzazione, difficoltà della stessa Protezione Civile nella gestione delle ore dell’alluvione e anche nell’organizzazione dei soccorsi, con l’allerta regionale mal interpretato. Elisa Amato, Forza Italia, ha parlato di incompetenza e di superficialità, di assenza del piano d’interventi da parte del Comune, di sottovalutazione del rischio, di dimostrazione di non essere all’altezza del ruolo di guida della città. Critiche ripetute quando il sindaco ha affermato di non aver attivato ancora il dispositivo di telefonia cellulare previsto dalla Regione perché può essere sostituito da altri mezzi in funzione della Protezione Civile. Andrea Raspanti, Futuro, da parte sua gli ha mostrato un documento firmato dallo stesso sindaco che testimonia le informazioni avute sulla prevenzione.
Pietro Caruso, capogruppo Pd, sconcertato dalle dichiarazioni del primo cittadino, che con il disastro in corso non si era ancora reso conto, alle sette del mattino, di quanto accadeva. C’è stata poi l’insufficienza della Protezione Civile: “Dov’era il nuovo capo quella notte?”. Ha chiesto Caruso, che ha sollecitato un piano efficiente di prevenzione e domandato perché non erano funzionanti la notte dell’alluvione i pannelli stradali luminosi. Marco Valiani, Livorno per Tutti, è stato durissimo nelle accuse (è stata smantellata la Protezione Civile, ha esclamato) e ha chiesto la sfiducia. Marco Cannito, Città Diversa, ha parlato di gestione superficiale, caotica, improvvisata, e proposto la commissione d’indagine. Edoardo Marchetti, gruppo misto, uscito dal M5s pochi giorni or sono, ha detto che è il momento per la città di fare future scelte urbanistiche coraggiose per evitare che simili tragedie si ripetano. Per Andrea Raspanti, Futuro, insufficiente e inadeguato quanto fatto dall’Amministrazione e necessità di un passo indietro dl sindaco. Le risposte che ha dato sono state sconcertanti. Marco Bruciati, Buongiorno Livorno, si è detto convinto che l’Amministrazione è responsabile di quanto accaduto, anche se il sindaco ha alcuna intenzione di dimettersi perché intende svolgere il suo ruolo politico, ha detto, manovrato da fuori Livorno. Alessio Ciampini, Pd, ha elencato la serie di inadempienze emerse e le responsabilità politiche e insistito sulle dimissioni, mentre Cristina Bini, anch’essa Pd, ha sottolineato che sarebbero state opportune le scuse verso i cittadini. Dimissione chieste anche da Alessandro Mazzacca, Livorno Libera, che ha riferito come la giunta, che si vanta d’essere contro la cementificazione e rivendica la difesa dle suolo, sia stata favorevole alla costruzione di nuovi abitazioni in via Goito. Anche Giovanna Cepparello, Futuro, ha evidenziato come la comunità livornese abbia saputo compattarsi e rispondere con coraggio e solidarietà nei soccorsi, di fronte al comportamento di un’Amministrazione disorientata. Monica Ria, Pd, si è soffermata sul volontariato, eccellenza livornese. Per Jari De Filicaia i tempi per i risarcimenti saranno lunghi, pertanto occorre sin d’ora reagire. Ed ha aggiunto che l’autoemergenza dei cittadini ha funzionato, la Magistratura farà il suo corso, ma occorre da subito dimostrare dì essere in grado di gestire un futuro difficile. Marco Ruggeri, Pd, ha accennato ai prossimi impegni: quantificare le aziende danneggiate, censire coloro che hanno perso la casa, accertarsi dei danni alle case. Daniele Ceselli, Corrado La Fauci, Francesco Bastone, Marco Galigani, Alessandra Rossi, M5s, schierati a sostegno del sindaco perchè non è il momento di dimissioni, ma di rimboccarsi le maniche. Hanno precisato che non è possibile prevedere la gravità degli eventi meteorologi, che andranno valutati in futuro gli aspetti tecnici e professionali per riprogettare le opere da realizzare in città, che occorre operare in trasparenza e ripensare al rapporto tra natura e ambiente. La risposta del sindaco alle critiche: rilettura degli atti e delle informazioni rese note nei giorni scorsi su quanto fatto dagli uffici comunali e dalla Protezione Civile.