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28 Maggio 2020

Livorno delle Nazioni, un nuovo marchio per lo sviluppo della città


(Simone Consigli) Livorno, 2 febbraio 2020 – Il nuovo marchio Livorno potrebbe essere un brand culturale. La giunta ha presentato come fiore all’occhiello la mostra di Modigliani e ha dichiarato che il volano dello sviluppo economico deve diventare la cultura. La mostra sta riscuotendo un ottimo successo e ha raggiunto nelle ultime ore le 72 mila presenze. A questo va ad aggiungersi un altro marchio, quello della Livorno delle Nazioni.

Per parlare di Livorno delle Nazioni bisogna tornare a riesaminare il vero spirito politico delle Leggi Livornine del 1591/1593 e il carattere sociale della multiculturalità della città che stava formandosi. Il patrimonio culturale e soprattutto architettonico che non è stato valorizzato fino adesso. Di questo si è discusso nel Consiglio comunale del 30 gennaio a causa della mozione del consigliere del gruppo Futuro, Marco Talini, redatta in collaborazione col figlio, lo storico Giorgio Talini, e con Matteo Giunti, presidente dell’Associazione Livorno delle Nazioni che da più di dieci anni si occupa di questi temi.

Si tratta di un atto di indirizzo in cui si propone di rendere il patrimonio storico della città più “coerente”.

Cimitero degli Inglesi e Chiesa degli Olandesi dovrebbero essere i beneficiari in primis, ricevendo finanziamenti si dovrebbe andare a rendere visitabili questi due monumenti della Livorno delle Nazioni. Sono stati proposti anche nuovi segnali e un nuovo sistema di cartellonistica per i turisti. Un nuovo marchio per Livorno, quello della sua storia, anche graficamente. Infatti l’amministrazione comunale ha dichiarato che si potrà addirittura creare un nuovo marchio grafico che rappresenti Livorno e che raffiguri la sua storia multiculturale e multietnica, che abbia la Livorno delle Nazioni come logo. Sono molto sentiti gli interventi degli assessori Marco Lenzi e Rocco Garufo che parlano di “ricchezza” e di “riscoperta” della Livorno delle Livornine, e di “rilanciare il turismo di tipo culturale e sviluppare un progetto su Livorno e la sua storia”. Berlino, i Paesi Baschi e Bilbao, New York, sono molti gli esempi che vengono tirati in ballo quando si parla di Livorno multietnica. Se tutto ciò è andato perso “la colpa è verissimo che è delle ultime nostre amministrazioni, sto parlando soprattutto di quelle degli ultimi 15-20 anni” ammette Rocco Garufo. C’è da vedere cosa è rimasto e da dove si deve ripartire. Livorno è ancora una citta multietnica? Come inizio si sta pensando a un nuovo brand, ma presto dal marketing si deve sfociare in una vera e propria svolta che faccia della cultura un polo di sviluppo per la città. “Per questi 5 anni dovrete sopportarci” è la battuta di Luca Salvetti, rivolto ai banchi dell’opposizione che dichiara il voto contrario alla mozione Talini. Pollice su dunque per la Livorno delle Nazioni e conferma della riscoperta della cultura a Livorno come obiettivo per lo sviluppo, punto dichiarato con fermezza nelle linee guida di questa giunta. Da oggi il marchio Livorno si accresce del logo dedicato alla Livorno dei mercanti armeni, degli armatori greci, degli olandesi e degli ebrei spagnoli e di tutte le altre nazioni che hanno lasciato tracce indelebili nella città. Di Livorno Porto Franco, di Leggi Livornine e di Nazioni Livornesi si tornerà a parlare, è stato promesso, nel dossier che accompagnerà la prossima candidatura a capitale europea della cultura.