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28 Gennaio 2021

Lascia Ina Dhimgjini, assessore al Sociale, Nogarin riflette ma poi la saluta


(Massimo Masiero) Livorno, 27 aprile – Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, aveva appena detto, sottolineandolo alla presentazione del Museo della Città, nella tarda mattinata di martedì scorso, che è importante “fare sempre squadra” per ottenere il massimo dell’efficienza, ma è stato subito smentito. Quasi in contemporanea infatti, si è visto recapitare, protocollata, la lettera di dimissioni di Ina Dhimgjini, la trentaduenne brillante e empatica assessore al sociale e alla casa, settore delicato e importante, che riteneva conclusa la sua esperienza in giunta. La squadra di casa si è sgretolata ancora una volta. I motivi della rinuncia all’incarico, prima sussurrati, poi diventati voci non smentite sono affiorate. Iniziale riserbo contenuto dell’interessata, da quando la notizia si è diffusa e il sindaco aveva deciso quarantotto ore di riflessione, che si sono concluse con la decisione di accettare le dimisisoni e di fare a meno dell’assessore, augurandole una brillante carriera professionale e nel contempo di cercare un nuovo personaggio disposto a subentrare nel delicato incarico. Ina Dimghjini, laurea in giurisprudenza con lode, ha infatti deciso di intraprendere la carriera della magistratura partecipando ai concorsi, continuando intanto a fare l’avvocato.
Le motivazione allora: il reddito di cittadinanza potrebbe essere stata la causa più recente della sua decisione, cioè “abbandonare questo percorso e di cogliere l’occasione per ringraziare tutti”, ha spiegato l’assessore con un breve messaggio. Infatti nel 2016 la giunta assegnò 500 euro al mese a 100 famiglie, ridotti a 200 per un anno a 180 famiglie nel 2018. Ma 230mila euro dei 430mila a bilancio per il reddito di cittadinanza, cioè la parte mancante, la giunta li otterrà con l’aumento delle tariffe alla società di cremazione, che indirizzandosi al primo cittadino ha sottolineato come si è così voluto “applicare la logica del profitto” sui servizi cimiteriali. Provvedimento non gradito dalla Dhimgjini, già in polemica con il sindaco, che in un recente passato, aveva avocato per sé anche i servizi cimiteriali. Pubblicato il bando sul diritto di cittadinanza, ecco le dimissioni, mentre per l’emergenza abitativa era stato già avviato l’altro bando del comparto, considerato difficile e impegnativo, ben valutato anche dai sindacati dell’inquilinato. Un bilancio lusinghiero per molti che avevano seguito l’attività dell’assessore al sociale. Convivenza difficile invece con il sindaco, si sussurra, anche per una certa vicinanza tra l’assessore con la Curia e in sostanza sul fronte del volontariato, non teneri con Nogarin.
Squadra che vince si cambia allora? Per quella 5Stelle di Nogarin, volente e nolente, è stato così con sei assessori in quattro anni, vero e proprio giro di valzer amministrativo.
Primo infortunio, o svista, a inizio legislatura nel luglio 2014, con Simona Corradini, architetto, presentata come titolare a traffico e commercio, ma subito bloccata dalla oculata base pentastellata. Aveva scoperto che, essendo stata candidata in precedenza nella lista civica di Marco Cannito per regolamento non poteva diventare assessore.
A conclusione del 2015 è frizione forte con l’assessore all’ambiente e mobilità Giovanni Gordiani sulla vicenda Aamps per il concordato. Volarono frasi forti in consiglio tra lui e sindaco, che portarono all’arrivo di Giuseppe Vece, empolese, che gli sfuggì subito per la battuta sulla teleferica dal porto alla stazione, mal compresa da tanti, e che adesso sta portando a termine l’operazione stalli blu sul lungomare e sulle strade adiacenti, tra una bordata di critiche, ma per eliminare, sostiene, le irregolarità diffuse, nel settore del traffico in città. Nel 2016 a giugno, rimpasto di giunta. Arrivano Francesco Belais alla cultura, giornalista proveniente da Milano, che sostituisce Serafino Fasulo per incomprensioni sulla gestione delle attività nel settore con gli iscritti pentastellati, e Andrea Marini allo sport in sostituzione di Nicola Perullo, che aveva suscitato perplessità per una consulenza poi annullata con Azimut Benetti. E’ alle ferie d’agosto 2017 che fa invece le valige per Roma, Gianni Lemmetti, commercialista di Viareggio, bilancio e partecipate, chiamato nella giunta capitolina dalla sindaca Virginia Raggi, che apprezza gli amministratori livornesi (tra qualche settimana anche Massimiliano Lami, già capo di gabinetto del sindaco, sarà in Campidoglio), ma che ha suscitato qualche mal di pancia tra gli iscritti del movimento, che si sentono lusingati, ma anche un po’ seccati, per gli acquisti effettuati nel così promettente vivaio livornese. Sostituito il 23 agosto, poi da Valentina Montanelli, 32 anni, laurea con lode in economia, commercialista.
Infine le dimissioni di Ina Dhimgjini, di queste ultime ore e l’”affettuoso”, ma ficcante, commiato di Nogarin: “Al di là delle considerazioni sulle motivazioni più profonde, che possono averla spinta a rinunciare all’incarico a un solo anno dalla conclusione del mandato nel momento in cui abbiamo la possibilità di raccogliere quanto seminato in questi 4 anni, è evidente che non avrebbe senso continuare il cammino con chi ha ufficialmente espresso il proprio desiderio di guardare altrove”.
Seguiranno incontri e colloqui del sindaco, “con alcune persone che io, la mia giunta e il gruppo consiliare di maggioranza stiamo individuando in modo da trovare quella più adatta per andare a ricoprire questo ruolo così delicato”.
”Conto di sciogliere la riserva, fa sapere il primo cittadino, già a metà della prossima settimana”. Infine i ringraziamenti di cuore all’ex assessore, che con professionalità e dedizione ha portato avanti la politica di rinnovamento impressa da questa amministrazione, in una città estremamente difficile soprattutto per la sua tenuta sociale”. Nomi di sostituti se ne fanno, ma l’attesa rende più “frizzante” l’attesa del prescelto per l’ultimo anno di legislatura.