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27 Settembre 2020

Livorno, musica in concerto al Teatro Goldoni


(Angela Simini) Livorno, 31 marzo. Duplice brillante appuntamento al Teatro Goldoni di Livorno, dove si chiude il mese di marzo e si apre quello di aprile a suon di musica . E che musica ! La concertistica ci riserva due grandi sorprese a stretto giro di ruota, oggi, venerdì 31 marzo e lunedì 3 aprile, ore 21.00, si susseguono due incontri di cui il prof. Daniele Salvini ha illustrato la valenza e le peculiarità musicali nel meeting preparatorio “Guida all’ascolto” che tiene da anni in prossimità di eventi musicali.
Il 31, è il caso di dirlo, si gioca in casa ! Sul Palco l’Orchestra dell’Istituto di Studi Superiore “Pietro Mascagni” diretta dal M° Lorenzo Sbaffi, violinista e compositore, direttore di ensemble e orchestre di prestigio in Italia, Europa, America Latina e Asia. Ha ricevuto il Premio Paul Harris Fellow 2014 dalla Rotary Foundation e vanta un vasto repertorio, che spazia dal tardo barocco alla musica contemporanea. Al pianoforte Daniel Rivera e Sergio De Simone, ambedue insegnanti dell’Istituto Mascagni e celebri concertisti solisti.
Il programma è decisamente affascinante col Concerto per due pianoforti n. 10 in mi bemolle maggiore, KV 365 di W.A. Mozart e la Sinfonia n.9 in mi minore “Dal Nuovo Mondo”, op. 95, di A. Dvorak.
Figlio di Leopold, musicista egli stesso e insegnante dei due figli Wolfang e Maria Anna, Mozart (1756 -1791) cominciò fin da piccolo a viaggiare e ad esibirsi presso le corti, poi nelle sale da concerto per la borghesia, si interessò agli stili musicali di altre culture sviluppando una grande sensibilità e modernità di composizione.
Diverso è il mondo di Antonin Dvorak ( 1841 – 1904) che nacque a Nelahozeves vicino a Praga, dove imparò a suonare lo zither , strumento popolare, successivamente il violino e la viola con i quali cominciò a guadagnarsi da vivere. Anche per lui arrivò il momento di approfondire gli studi e di cercare altri orizzonti, conobbe Brahms, Eduard Hanslick, grazie ai quali ottenne una borsa di studi che gli permise di dedicarsi alla composizione e di sostenere i primi viaggi all’estero. Nel 1893, mentre era a New York, compose appunto la celebre Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”, nella quale spiegò la sua particolare vena di musicista che, se guardava al mondo classico di tradizione, conservava intatta la curiosità verso le forme popolari, verso altre cadenze e ritmi che allora giungevano nuovi dai “neri” e dagli indiani d’America. La fusione di due stili diversi, le contaminazioni e le suggestioni musicali di provenienze “altre” costituiscono il fascino delle sue composizioni.
Il concerto del 3 aprile ci propone il cosiddetto “programmone”, con una composizione di Gyorg Y Ligeti “Concert Romanesc” (1951) in apertura e due pietre miliari di Beethoven, il Concerto n.3 in do minore per pianoforte e orchestra op. 37 e la Sinfonia n.3 in mi bemolle maggiore op. 55 “Eroica”, con la prestigiosa Orchestra della Toscana, diretta dal celebre Alejo Perez e con Federico Colli al pianoforte. Anche questo secondo appuntamento propone un accostamento tra personalità diverse, appartenenti ad epoche lontane, l’ungherese Ligeti (1923 – 2006 ) e il tedesco Beethoven (1770 – 1827).
Ligeti si avvicina a Bela Bartok per il suo interesse alla musica popolare, come dimostra il Concert Romanesc, brillante opera giovanile che, dopo la prima esecuzione nel 1951 a Budapest, fu censurata e messa nel cassetto fino al 1971, quando, anche a seguito della fuga del compositore dall’Ungheria a Vienna, fu ripescato e fece il giro del mondo.
Pur nel mantenimento delle forme di tradizione, Beethoven fu un innovatore, come si può constatare nel Concerto dove il movimento lento si considerava un momento di stacco tra movimenti più importanti, invece il compositore tedesco ne fece un momento di grande approfondimento. Nella Sinfonia n.3 detta “Eroica” Beethoven sprigionò la passione per le nuove concezioni libertarie di cui si fece Napoleone, al quale dedicò la composizione, ma, non appena seppe che Napoleone era stato incoronato imperatore ( addirittura incoronandosi da solo), strappò la dedica scrivendo “ diventerà come tutti”.
Il prof. Daniele Salvini ha ricordato l’ammirazione di Wagner per l’Eroica nella quale si manifestava l’uomo reale, vero, completo al quale appartengono le emozioni della gioia, del dolore e dell’amore. asimini@alice.it