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martedì 19 giugno 2018

Livorno nel 2018, guardare oltre: non c’è turismo senza industria


(Massimo Masiero) Livorno, 5 gennaio. Una Livorno più motivata, quella del 2018: una città che, messa alle spalle la tragedia del 10 settembre scorso, sappia rimboccarsi le maniche (lo disse oltre un lustro fa Cesare Romiti, allora presidente della Confindustria alla Camera di Commercio rivolgendosi agli industriali livornesi) e che possa trovare la strada giusta per agganciare lo sviluppo economico, ma essenzialmente sappia abbandonare contrasti e divergenze, inutili e dannose, che affiorano troppo spesso. Cercare, da parte di coloro che governano sul territorio, e che ne indirizzano i vari percorsi, di tracciare un “sentiero” di convergenza per affrontare il futuro individuando poche, ma essenziali priorità su cui lavorare, per dare sollievo economico e sociale alla città. E’ l’impegno che potrebbe modificare una situazione, che rischia di non uscire dalle perenni difficoltà in cui si dibatte Livorno, anche perché le prossime scadenze elettorali rischiano di accentuare le diversità esistenti, soltanto dannose.
I “grandi lavori” annunciati dalla giunta pentastellata tendono a ridisegnare la città per renderla più accogliente e apprezzabile, più “luminosa” e “vivibile”, aperta all’accoglienza e ad un turismo “non più mordi e fuggi”. Una strategia che finora ha dato scarsi risultati. Il balzo in avanti non può prescindere dalla necessità urgente di rendere più agibili i percorsi perché nuove aziende siano attratte sul territorio, dove si stanno già predisponendo i bandi per le gare di opere marittime essenziali per rendere il porto competitivo nei prossimi anni. L’industria può offrire opportunità di lavoro ai giovani perché contribuiscano alla ripresa economica della loro città. Il reinserimento dei lavoratori espulsi dal ciclo produttivo è essenziale perché entrino nuovamente nel circuito delle nuove tecnologie con una qualificazione professionale adeguata. Le disponibilità per la collaborazione tra pubblico regionale e privato imprenditoriale non mancano. Su queste opportunità si possono creare le condizioni perché la città sia pronta a voltare pagina abbandonando la visione riduttiva, anche se attraente, del mare e delle sue scogliere per guardare all’Europa affrontando le sfide provenienti da altri paesi con nuove idee e progetti. Gli stati generali per l’occupazione, in fase di organizzazione da alcuni mesi, sollecitati da sindacati, istituzioni e politici, annunciati per fine gennaio, potrebbero essere l’occasione per dare vita ad un programma semplice e funzionale d’interventi urgenti per la città. masierolivorno@gmail.com

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