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30 Settembre 2020

Livorno, passato e presente della Rotonda d’Ardenza


(Ruggero Morelli) – Livorno, 18 febbraio. Ammirevole la collezione di foto, cartoline, ritagli di giornali e documenti per illustrare la Rotonda di Ardenza (nell’immagine: la Baracchina Rossa ardenzina in un dipinto di Ulvi Liegi) e dintorni, la Chioccioletta, villa Boretti, la torre di avvistamento, il monumento al pensatore dello scultore di Volterra Mino Trafeli, i delfini del moletto ecc.. Un plauso a Roberto Tessari che ha unito alle molte curiosità riferimenti archeologici e piacevoli costruzioni personali di fantasia. Nella sala grande del museo di storia del Mediterraneo sono state aggiunte sedie per la quantità del pubblico arrivato per ascoltare Roberto Tessari che parlava della Rotondfa d’Ardenza, per il ciclo di conferenze su “Livornocomera”, curate dal Gruppo Archeologico.
Mentre la città soffre di punti di degrado, per fortuna ci sono ancora gruppi e persone che si dedicano alla pratica della ricerca per conoscere il perché di scelte urbanistiche ed architettoniche, ed anche per creare una traccia utile alla memoria.
Segnalo il gruppo per le Terme del Corallo con Silvia Menicagli ed il bel filmato di Ivo Falchini; le belle foto di Norberto Bau che in due occasioni ci ha mostrato antiche carte sconosciute e luoghi a confronto con la situazione attuale: le due fortezze e gli ampliamenti creati nel tempo; il forum Rotonda che dal 2005 ha tenuto l’attenzione sulla Rotonda con lo chalet, la villa Boretti con una serie di documenti, incontri e proposte fino alla sessione della commissione cultura del consiglio comunale.
La Unitrelivorno si è dedicata per tre anni a rievocare la storia di alcune perle in città come il seminario Gavi oggi Vescovado, il palazzo dei gesuiti di via del Platano, il palazzo dei Domenicani, il forte San Pietro-Rivellino, la villa Boretti e la cappella Scafurno.
Per ognuno sono state presentate foto e documenti rari e di notevole interesse, grazie agli amici, Ciorli, Idà, Gini e Capitanio.
Infine gli Amici dei musei e monumenti livornesi che hanno, con Granducato, presentato la storia di alcuni palazzi storici con le relazioni del professor Dringoli.
Oggi che è più facile comunicare per tenerci aggiornati su aspetti della storia della nostra città, da un lato è probabile che altri si faranno vivi con idee e documenti, dall’altro è da sperare che le varie associazioni trovino momenti di collaborazione per stimolare interventi di recupero. ruggeromorelli@libero.it