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lunedì 10 dicembre 2018

Livorno e Piombino in cerca di riscatto per uscire dalla crisi


(Massimo Masiero) Livorno, Piombino, 10 marzo. Una provincia due località costiere, Piombino e Livorno, due realtà in cerca di riscatto, dichiarate “area di crisi complessa”, un percorso parallelo, entrambe in attesa di un mutamento sostanziale per un significativo sviluppo economico-industriale.

La cittadella siderurgica, trascorsi oltre tre anni altalenanti tra illusioni e angosce per la chiusura delle acciaierie e la vicenda Cevital Aferpi, gruppo algerino, oltre duemila dipendenti senza lavoro, da giovedì è tornata nuovamente a sperare. Da lunedì volterà pagina e finalmente si comincerà a scrivere un nuovo capitolo con l’arrivo di un gruppo di dirigenti della holding indiana, dopo l’incontro romano tra ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l’imprenditore indiano Saaid Jindal, che presenterà il piano industriale e finanziario per le acciaierie. E’ stata la svolta che ha prodotto un minimo di sicurezza a lavoratori, sindacati e istituzioni sul loro futuro, sfiduciati dal comportamento degli algerini, costretti alla rinuncia. Si inizierà finalmente a discutere su dati concreti. La nuova proprietà ha ritenuto sufficienti le sei settimane di tempo per la “due diligence”, la “dovuta diligenza”, cioè l’attività d’indagine finalizzata alla raccolta e alla verifica delle informazioni necessarie a valutare le attività di un’azienda. Essa ha lo scopo di accertare se vi siano elementi di criticità che possano compromettere l’esito della trattativa. In sostanza “accertando se l’affare programmato è conveniente, qual è la struttura dell’operazione più idonea, quali sono gli elementi utili per definire il prezzo e le garanzie e le condizioni contrattuali da prevedere”. Si apre una fase nuova da condurre con cautela, attenzione e senso di responsabilità, ha commentato il sindaco Massimo Giuliani, che tiene d’occhio anche l’ambiente, mentre già si prospettano la ripresa delle produzioni con varie ipotesi da verificare. Poi il confronto si sposterà a Roma, con il governo, che dovrà dare il parere favorevole all’operazione, e di nuovo a Piombino, con le istituzioni locali.
In zona portuale intanto si sta concretizzando l’insediamento della General Electric Nuova Pignone in un’area per la logistica industriale nella Darsena Nord, progetto dell’Autorità di Sistema Portuale, poi bando gara per accesso stradale, opere e servizi, impianti, vasca impermeabile di 150mila metri quadrati, altri lavori nell’altra area di 43mila metri quadrati. Quaranta milioni di euro in arrivo e lavori ultimati entro il 2019. All’orizzonte anche la demolizione delle navi della Marina Militare, già prospettate nel 2017, se non vi saranno variazioni dell’ultim’ora. Un po’ di luce tenue all’orizzonte.

Livorno sta cercando di procedere e accelerare i tempi per le opere portuali, legate alla Darsena Europa. Il bando dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Alto Tirreno è in fase di completamento. Poi sarà messo a disposizione delle imprese che vorranno partecipare alla gara.
Intanto interventi essenziali per rendere più competitivo il porto sono stati realizzati con i lavori e dragaggi allo scalo portato a meno quindici metri all’imboccatura e meno tredici al canale, ampliato fino a 90 metri di larghezza. E’ la nostra vera e propria “via della seta”, ha commentato l’ammiraglio Giuseppe Tarzia, comandante la Capitaneria di Porto, saranno agevolate le navi fino a 9mila teus, trecento metri di lunghezza.Il nuovo corso storico è iniziato il 6 novembre scorso con l’ingresso della della Msc, nuova linea per il Sud America, la più grande nave che abbia attraccato a banchina. Nel 2017 in porto sono arrivate in entrate e uscita 4.360 sulle settemila di minore stazza. Con i recenti lavori nel 2018 si calcola che il traffico potrebbe aumentare di 110mila teus per l’arrivo di navi di maggiore stazza.
Da far uscire invece dalla fase di stallo l’utilizzo dei Bacini di Carenaggio, in muratura e galleggiante, bloccati da burocrazia e da procedimento giudiziario, dopo che in quello galleggiante è avvenuto l’incidente della nave oceanografica Urania, in cui perse la vita un membro dell’equipaggio, il 25 agosto 2015. Il loro riutilizzo consentirebbero la ripresa delle riparazioni navali e nuova occupazione di un centinaia di lavoratori.
Prosegue invece con successo il progetto per lo sviluppo del traffico dall’area portuale dei semirimorchi dalla strada alla rotaia dall’Interporto Vespucci di Guasticce, in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, verso Padova e Verona. Iniziato il nuovo servizio bisettimanale di trasporto combinato marittimo che collega Polo Mercitalia, l’Interporto di Padova, a Guasticce e alle banchine labroniche.

L’industria manufatturiera sta segnando il passo. E’ attesa la convocazione degli “stati generali del lavoro”, che potrebbero dare una scossa per impostare un programma per uscire dalla lunga crisi e avviare un confronto importante tra imprenditori, sindacati e istituzioni. Il sindaco Filippo Nogarin li ha annunciati da tempo. Intanto la giunta comunale ha firmato un protocollo con dodici Centri Commerciali Naturali, per rendere più appetibile la loro attività e rinvigorire il tessuto socio-culturale e turistico della città.

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