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28 Settembre 2020

Marco Valtriani, Cna: “Più ombre che luci nell’artigianato livornese”


(Gianni Giovangiacomo) Livorno, 20 novembre. Il direttore del “Centro”, Enrico Dello Sbarba, nel presentare, Marco Valtriani, direttore della CNA livornese, ha ricordato che la nostra economia non accenna ancora a riprendere un cammino positivo, giudizio che era stato espresso anche dal direttore della Confindustria Umberto Paoletti in un suo recente intervento. Valtriani ha iniziato riportando i dati forniti dalla CNA regionale e nazionale sulle imprese artigiane livornesi. In riferimento alla precedente rilevazione del 2009 le imprese del nostro territorio registrano un calo di ben 323 unità!. La diminuzione riguarda specificatamente il settore manifatturiero, il trasporto, ma il record negativo spetta al comparto delle costruzioni, le criticità si evidenziano nella riduzione del fatturato prodotto, delle risorse, del numero dei dipendenti, tutto ciò viene in luce dai bilanci delle aziende amministrate. La grossa difficoltà nelle costruzioni si articola nell’edilizia, negli infissi, nell’impiantistica ed è proprio nell’edilizia che si constata un dimezzamento del personale così come viene a diminuire la redditività. Gli ultimi dati fanno pensare che la crisi si sia “attestata” ma non è finita e che l’economia si possa rilanciare, “ma quello che si è perso non è più recuperabile”. Livorno è ancora in crisi anche se si nota un buon servizio alle imprese che sta a significare che c’è vendita di prodotti, e c’è anche crescita nei servizi alimentari e nelle attività di ristorazione. Che fare? Sarebbe opportuno -ha spiegato Valtriani- dare una maggiore efficienza ai Comuni, creare quattro aree di riferimento: Livorno – Collesalvetti, dove attualmente si nota una mancanza di dialogo, una unica entità nella bassa Val di Cecina, così come per la Val di Cornia e per l’Isola d’Elba. Il problema da superare a livello istituzionale e politico è la convinzione che dei poli intermedi (imprese-sindacati) se ne possa fare a meno, è invece necessario che si possano instaurare dei rapporti più costruttivi fra tutti. In concreto sono necessarie politiche precise, discusse e dibattute, mirate alle esigenze delle imprese e finalizzate a creare opportunità per l’occupazione, soprattutto per quella giovanile. E’ necessario -ha continuato- potenziare le risorse del territorio, integrando il pubblico con il privato, infatti da parte della Regione e dello Stato sono stati stanziati dei notevoli finanziamenti, ma “questi finanziamenti devono essere effettivamente spesi e non rimanere sulla carta”. Come CNA -ha aggiunto- ci battiamo per percorsi “più fruibili e veloci”, ma manca una politica che operi unitariamente per favorire il territorio e dunque il bene della città. Esiste un “piano strutturale” tendente a ricostruire il tessuto produttivo, privilegiando il porto e il turismo, ma c’è lentezza nell’attuarlo. Livorno è riconosciuta come “area di crisi complessa” ma non c’è un’area industriale libera, e quindi un imprenditore che volesse venire a Livorno da fuori non saprebbe dove andare, a Collesalvetti l’insediamento sarebbe possibile se esistessero delle condizioni adatte. Per quanto riguarda il porto le attività portuali si potrebbero migliorare dando subito spazio alla sua operatività,lavorando di comune accordo, in attesa di quella che sarà in futuro la Darsena Europa. Per quanto concerne l’occupazione giovanile ben venga l’alternanza scuola-lavoro, è necessario però definire in modo chiaro “la responsabilità” dei vari soggetti e per la cantieristica sarebbe opportuno realizzare in loco dei Corsi di formazione per i giovani livornesi senza far venire mano d’opera da fuori del nostro territorio.