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1 Ottobre 2020

Matti da slegare e rilegare, Paolo Nori al Senso del Ridicolo


Livorno – Un giorno legge il repertorio dei pazzi della città di Palermo di Roberto Alajmo: personaggi strampalati, situazioni paradossali, episodi curiosi avvenuti nella città siciliana come colui che trovava traumatico il suono della sveglia e si inviava ogni giorno un telegramma per farsi svegliare dal postino. Gli piace da matti (è proprio il caso di dire) e vuole scriverne uno anche lui.
E’ Paolo Nori, scrittore, traduttore, nonché blogger, bolognese, nato a Parma. Ed è proprio da Bologna che comincia il suo repertorio, ci prende gusto e continua. Così di repertori, ne scrive tanti, girando nelle varie città italiane e avvalendosi della collaborazione di scrittori locali.
Mentre legge, al Senso del Ridicolo, Paolo Nori assume le vesti dei suoi matti e, via via che va avanti, uno dopo l’altro, le cambia come una sorta di Fregoli senza indumenti. Diventa quello di Milano che, traumatizzato da un incidente, evita di svoltare a sinistra e gira per la città girando solo a destra, poi prende le sembianze di un personaggio di Cagliari che andava a tutti i funerali della città, o l’altro che faceva pipì nella lettiera del gatto, si immedesima in quello di Parma che faceva la dieta del Ciocorì e nell’altro di Andria che andava a teatro quando c’era Carmelo Bene per mettersi a dormire. E che dire di quel sindaco che voleva istituire l’anagrafe dei cani, della signora che si innamora di Bernacca, di uno che scriveva Pisamerda ovunque, di quell’altro che, a giro per via Grande diceva a tutti che siamo giudicati dagli extraterrestri solo per farsi comprare le sigarette, o ancora di qualcuno che parlava col megafono imprecando contro l’ignoranza dei politici e del papa? E’ ovvio che, negli ultimi casi, stiamo parlando di Livorno, che di stranezze e di personaggi ameni vanta un ampio primato. Ed infatti ne sono venuti fuori tantissimi durante lo stage di Nori alla Scuola Carver diretta da Francesco Mencacci. Due fine settimana di lavoro per portare a termine il Repertorio dei matti della città di Livorno e, alla fine è risultato un libro simpaticissimo e spassosissimo da leggere, edito da Marcos y Marcos, acquistabile in tutte le librerie.
I matti, non sono poi così matti, alcuni vivono la vita con ironia (tema centrale del festival livornese, ndr), altri ci suggeriscono, con estrema semplicità, soluzioni ai problemi quotidiani che spesso ci affanniamo a cercare e non riusciamo a trovare, altri ancora sono solamente se stessi. Perché, in fondo, un po’ matti lo siamo tutti e il primo, lo dice lui stesso, è proprio uno di Bologna: Paolo Nori. Cita Manganelli che scrive “Il matto viene prima dello scrittore, dell’astrologo, dell’alchimista, in qualche modo, è la figura archetipica, l’esempio che costoro imitano”. Quest’immagine si ritrova in una sua poesia: “(…) se sei pazzo, come certamente sei,/ usa la tua pazzia: i fantasmi affollano la tua strada/ come piume per farne materassi/ o come lenzuoli pregiati/ per notti d’amore;/ o come bandiere di sterminati reggimenti di bersaglieri”.
Ricordiamo che Paolo Nori presenterà “Il repertorio dei matti della città di Livorno” con Francsco Mencacci e gli autori (allievi scrittori della scuola Carver) domenica prossima, 2 ottobre, alle ore 17.30, nei locali della libreria Feltrinelli di via Di Franco, zona Cairoli.