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4 Giugno 2020

Un anziano (foto d'archivio)

Molte firme per arrestare la strage degli anziani


(Donatella Nesti) Livorno, 17 maggio 2020 – Nell’articolo pubblicato su Costa Ovest del 16 aprile avevamo parlato della generazione perduta quella che ogni giorno, travolta dal corona virus, ci lascia negli ospedali, nelle case, nelle Rsa, quasi sempre da sola senza il conforto dei familiari con l’unico aiuto prezioso di infermieri e medici sempre in prima linea. Torniamo sull’argomento perché questa strage che fa poco scalpore è una strage selettiva  che provoca anche comportamenti discutibili di tanti giovani che si considerano immuni ed invulnerabili tanto da andare in giro senza mascherine ed affollare i celebri navigli ed altre gremite passeggiate. Cosa succederà ora che si apprestano ad aprire negozi, ristoranti, spiagge, palestre?

L’ex ministro Mario Giro, esponente di vertice di Demos che proviene dalla comunità di Sant’Egidio ha lanciato un appello ed una raccolta di firme “Avevamo contezza sul territorio delle morti e della strage che si stava compiendo. Questo rimette in discussione una volta di più il sistema delle Rsa e delle case di riposo. Oltre l’aspetto etico e umano del fatto che una società non può far morire i propri anziani in questa maniera, c’è anche una questione di gestione dell’assistenza. Sono state commesse gravi mancanze nel mescolare malati Covid con anziani delle Rsa, tuttavia il fatto di avere grandi istituti è sempre stato un modo sbagliato di trattare la condizione anziana”. L’appello lanciato dal quotidiano La Repubblica sostiene che occorre un cambio di direzione, ”una rivolta morale: i più vulnerabili non devono essere considerati un inutile peso”. Così è scritto nell’appello, firmato da intellettuali, politici e scrittori europei, per chiedere a tutti i governi dell’Unione una maggiore etica democratica che passi dal rispetto degli anziani e dal rifiuto di una “sanità selettiva” che privilegi la cura dei pazienti più giovani a scapito degli over 65. All’iniziativa, nata da un’idea del fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, hanno già aderito, tra gli altri, l’ex presidente della Commissione Ue, Romano Prodi, il filofoso tedesco Jürgen Habermas, la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, il sindaco di Danzica, Aleksandra Dulkiewicz, l’arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, il fondatore del Censis, Giuseppe De Rita, l’ex direttore Unesco, Stefania Giannini, l’ex primo ministro belga, Mark Eyskensen e l’ex presidente del Parlamento europeo, Hans Gert Pöttering.

Troppo spesso in questi mesi, si legge nell’appello, “in molti Paesi di fronte all’esigenza della cura è emerso un modello che privilegia una sanità selettiva, che considera residuale la vita degli anziani”. Continueremo a raccogliere adesioni – assicura Giro – “sentiamo la necessità di un vero cambio di prospettiva e di un recupero dei valori morali, civili e deontologici delle nostre società”.