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23 Novembre 2020

Mostra del cinema. A Venezia si respira profumo di salmastro


(Donatella Nesti) 28 luglio. Presentato a Roma ed in diretta streaming il programma della 74à Mostra del Cinema di Venezia che si annuncia ricchissimo di novità e rilancia in ogni sezione il cinema italiano.”Abbiamo rinunciato a perseguire un modello di cinema d’autore che forse appartiene al passato. Ha dichiarato Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra del Cinema: “Oggi c’è una rivoluzione generazionale. Un festival deve guardare al futuro. Dietro alla selezione di quest’anno c’è l’idea di scommettere. Su nuovi autori e nuovi modelli narrativi, a cominciare dalla realtà virtuale” . C’è la speranza di confermare la vetrina veneziana come portafortuna per la corsa ai premi Oscar e Golden Globe come è successo negli ultimi anni e la sicurezza del ritorno in laguna dei divi internazionali e del cinema statunitense quasi assente all’ultimo Festival di Cannes che ne ha risentito molto. I film che si contenderanno il Leone d’Oro del concorso Venezia 74, sono ben 21 in totale. Attesissimi Mother! di Darren Aronofsky, intricato thriller con un super cast composto da Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer, Ed Harris e Domhnall Gleeson; Suburbicon di George Clooney, che dirige Matt Damon e Julianne Moore in una sceneggiatura mai realizzata dei fratelli Coen; The Shape of Water di Guillermo del Toro, suo ritorno al fantasy con Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins; il film d’apertura Downsizing di Alexander Payne, commedia fantasy con Matt Damon e Kristen Wiig e Christoph Waltz; Three Billboards Outside Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, cronaca nera razziale anni ’60 con Frances McDormand, Woody Harrelson e Sam Rockwell, Human Flow dell’artista cinese Ai Weiwei, L’Insulte del libanese Ziad Doueiri prodotto da Netflix, La Villa del francesse Robert Guédiguian, Lean on Pete dell’inglese Andrew Haigh, Mektoub, My Love: Canto Uno del franco-tunisino Abdellatif Kechiche, The Third Murder del giapponese Hirokazu Koreeda, Jusqu’à la garde opera prima del francese Xavier Legrand, Foxtrot dell’israeliano Samuel Maoz, Angels Wear White della cinese Vivian Qu, Sweet Country dell’australiano Warwick Thornton, il documentario Ex Libris dell’americano Frederick Wiseman e infine il controverso First Reformed di Paul Schrader con Ethan Hawke e Amanda Seyfried.
Come accennavamo foltissima la presenza del cinema italiano in tutte le sezioni, sono ben quattro i registi italiani in concorso a Venezia 74 per il Leone d’Oro: Paolo Virzì con il suo primo film “americano” The leisure seeker, interpretato da Helen Mirren, Donald Sutherland; Sebastiano Riso con Una famiglia, che vede protagonisti Micaela Ramazzotti e Patrick Bruel; Andrea Palladoro con Hannah, che vede in scena un’unica attrice, la grande Charlotte Rampling; i Manetti Bros. con Ammore e malavita, musical in salsa camorristica con Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini, Carlo Buccirosso.
Quattro pellicole italiane in concorso anche nella sezione Orizzonti: Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli con Tryne Dyrholm e John Gordon Sinclair, che sarà il film d’apertura; Brutti e cattivi di Cosimo Gomez, film all’americana, con Claudio Santamaria, Marco D’Amore, Sara Serraiocco; Gatta Cenerentola di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone, film d’animazione made in Napoli; La vita in comune di Edoardo Winspeare, ambient nel paesino del Salento in cui lui vive e interpretato da attori non professionisti.
Fuori concorso ci saranno anche il corto di Gianni Amelio Casa d’altri, girato ad Amatrice ad un anno dal terremoto; Il signor Rotpeter di Antonietta De Lillo con Marina Confalone, tratto (e rifatto) da Kafka; Diva! di Francesco Patierno con Barbara Bobulova, Anna Foglietta, Isabella Ferrari ed altre attrici che raccontano la vita di Valentina Cortese; Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini con Adriano Giannini e Valeria Golino in versione non vedente; inoltre i documentari Happy Winter di Giovanni Totaro e Piazza Vittorio di Abel Ferrara .
20 anni dopo “Ovosodo”, il regista livornese Paolo Virzì (nella foto) torna al Lido con un film scritto insieme a Francesca Archibugi, Francesco Piccolo e Stephen Amidon. In seguito all’annuncio ufficiale della selezione, Virzì ha commentato: “Sarà un grande onore presentare al Lido il nostro film, insieme ai nostri straordinari interpreti, ed una particolare emozione per me tornare in concorso esattamente vent’anni dopo la fortunata esperienza di Ovosodo, in un’edizione della Mostra che si annuncia particolarmente eccitante” donatellanesti@libero.it