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1 Ottobre 2020

Oltre seimila borse contraffatte sequestrate dalla Guardia di Finanza


Livorno, 8 luglio – Con l’avvio della stagione estiva, in cui i turisti della provincia labronica si riversano sul litorale toscano, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Livorno hanno intensificato, anche in aderenza alle indicazioni emerse in sede di Comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica a livello locale, le attività di contrasto del fenomeno della vendita di prodotti contraffatti, settore particolarmente sensibile proprio nel periodo estivo.
Nel corso di mirati servizi di controllo economico del territorio, nei giorni scorsi le Fiamme Gialle del Gruppo di Livorno hanno monitorato, attraverso attività di perlustrazione anticrimine ed anticontrabbando, il centro cittadino per intercettare il rifornimento di merce, con l’inizio della stagione estiva, destinata alla vendita sulle spiagge e nelle principali piazze della città.
I vari appostamenti e pedinamenti effettuati dai militari hanno consentito di individuare e fermare un’autovettura parcheggiata in viale Carducci con a bordo due soggetti di nazionalità senegalese che, pochi istanti prima, avevano caricato sul proprio veicolo alcuni scatoloni ritirati da un negozio di spedizioni postali situato nel centro cittadino.
Il controllo delle merci è stato immediato e ha posto in evidenza che si trattava di borse e portafogli di marchi di note “griffes” (Louis Vuitton, Hermes, Prada, Gucci e Chanel), parte dei quali riprodotti con estrema abilità e di pregiata fattura. Gli accertamenti tempestivi hanno consentito di individuare e recuperare all’interno del locale, altri pacchi, che facevano parte della identica partita di spedizioni, che i due senegalesi non avevano ancora prelevato per mancanza di spazio nel loro veicolo.
I circa quattromila pezzi sequestrati, avevano tutti il marchio delle note griffes italiane e francesi, fedelmente riprodotti anche nel confezionamento, con perfetta imitazione dei box rigidi dei portafogli, delle sacche portaborse e, in alcuni casi, anche delle certificazioni d’autenticità.
I militari hanno proceduto all’immediata identificazione della marce, su un campione dei prodotti ed hanno verificato la conferma della contraffazione da parte dei periti delle case di moda interessate. E’ seguita la perquisizione dell’abitazione dei due senegalesi, situata nella provincia di Pisa. Nell’interno sono stati rinvenuti altri sessanta pezzi di marchi contraffatti, che sono stasti immediatamente sequestrati. Ed inoltre 650 euro in contanti provenienti dalla vendita dei prodotti.
I due senegalesi, fermati, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Livorno per introduzione e commercio nel territorio dello Stato di prodotti con segni falsi e ricettazione.
Gli approfondimenti delle Fiamme Gialle sono poi proseguiti con il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria (Sostituti Procuratori della Repubblica, Massimo Mannucci e Giuseppe Rizzo), nell’ipotesi che altre persone oltre a quelle individuate e denunciate potessero avere la disponibilità di ulteriori luoghi ove depositare la merce contraffatta. Sono state eseguite pertanto altre indagini, in estrema riservatezza, di pedinamento e appostamento. Al termine i militari hanno individuato un magazzino di una ditta livornese dove, su commissione di altri senegalesi, giungevano numerosi scatoloni di merce contraffatta, che rimanevano in deposito fino a quando veniva ritirata da coloro che la ponevano in commercio. I finanzieri hanno così sequestrato altre duemila borse contraffatte, con marchio francese “Goyard” di merce stoccata.
L’ azione repressiva ha posto in evidenza l’impegno operativo del Corpo nel sempre diffuso settore della contraffazione ed è stato effettuato in piena sinergia con la Procura della Repubblica di Livorno. E’ una risposta concreta all’esigenza sempre più avvertita dalla collettività nell’ambito della sicurezza e pone ancora una volta il ruolo di centralità della Guardia di Finanza nel comparto della tutela a salvaguardia del consumatore e degli imprenditori onesti. I prodotti recanti marchi “falsi”, infatti, sottolinea la Guardia di Finanza, possono causare pericoli per chi li acquista, in assenza di certificazioni e procurano danni economici, a causa della sleale concorrenza subita, alle imprese produttrici.