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16 Gennaio 2021

Opera del Fattori alla prima prova di maturità 2018


(Mario Lorenzini). Livorno, 20 giugno 2018. Un quadro di Giovanni Fattori, “Tramonto sul mare” è stato presentato come traccia alla prima prova scritta alla maturità di tipologia B, saggio breve o artistico di giornale.
Una delle tracce della prima prova maturità 2018 che gli studenti hanno affrontato oggi, mercoledì 20 giugno, è stata quella d’ambito artistico letterario. Si chiedeva agli studenti di affrontare il tema dei volti della solitudine. Tra i documenti proposti dal Miur è stata indicata l’opera dell’artista livornese (nella foto) e quelle dell’americano Edward Hopper e del norvegese Edvard Munch.

Il commento della critica d’arte Antoniettachiara Russo su “Fjnestre sull’Arte” dell’opera di Giovanni Fattori.
L’accostamento della bellissima poesia “Ed è subito sera” di Quasimodo al quadro conservato a Palazzo Pitti testimonia l’esistenza di un filo rosso che collega l’Ottocento al XX secolo.
In questo appuntamento, tenteremo di fare una lettura incrociata delle due opere. Soffermandoci al solo significato letterale, il quadro di Fattori si offre come l’esatta trascrizione pittorica della parole di Quasimodo: un uomo contempla il mare e il lembo di terra all’orizzonte, il vento che scompagina la giacca, il cielo carico dei colori accesi dagli ultimi raggi di sole. Come il canto del cigno, ogni giorno il sole dipinge il cielo con i colori più accesi, come se fosse l’ultimo tramonto. Nell’aria del tramonto, è presente un insieme di tristezza e serenità, desolazione e speranza (o sicurezza) di una futura rinascita. La raffigurazione di un uomo solitario che guarda il mare è stata affrontata da diversi artisti: da Caspar David Friedrich a Gustave Courbet e James Whistler, l’uomo di fronte al mare ha espresso diversi atteggiamenti (contemplazione, serenità, gioia, sfida). In ogni caso, la rappresentazione di un uomo che si staglia, con un effetto di contrasto, davanti agli elementi naturali, entra a far parte del bagaglio della cultura romantica dell’individualità.
Giovanni Fattori sceglie di dare una precisa connotazione temporale, quella del tramonto, che evoca un clima crepuscolare, di triste congedo. Quando Fattori completa questo quadro siamo nel 1895: l’artista ha combattuto nei moti risorgimentali, aderendo alle idee politiche di Mazzini, ne ha visto il fallimento parziale, ha vissuto il travisamento della pittura macchiaiola; i suoi ultimi anni trascorrono sempre più all’insegna dell’amarezza e della solitudine, alleviata solo dalla seconda moglie Anna Bigazzi. La meditazione sulla brevità della vita e sulla fugacità del tempo diventa un tema fondamentale nelle ultime opere; le idee risorgimentali indicavano nell’asservimento delle azioni dell’uomo ad un Ideale la strada per lasciare una traccia, un ricordo di se attraverso opere memorabili. Quante volte gli intellettuali italiani hanno letto i Sepolcri di Foscolo, ispirandosi e prendendo coraggio da quei versi! Ma nel Tramonto sul mare questo tempo è passato. Rimane solo l’uomo, solo, accompagnato dai ricordi dei momenti intensi che gli hanno regalato i suoi cari. Sì, forse è proprio questa la caratteristica dell’animo umano: la nostra unicità tende all’incontro con l’altro, può vivere solo in presenza dell’altro.
Se il romanticismo ha sottolineato la singolarità e la grandezza dell’animo umano, dopo la Grande Guerra si cercano i legami che connettono gli uomini: si tratta, forse, di fugaci attimi di felicità donatici dagli altri, lampi di luce che illuminano per un breve tempo la nostra esistenza, donandole significato.
La luce del sole è preziosa perché ci permette di vedere l’altro anche a costo di rimanerne trafitti… in riva al mare, aspettiamo che il sole tramonti, segnati non solo dai nostri ideali, ma anche dalle persone che hanno toccato la nostra piccola, grande anima.